Lucio Fero

Fine vita, quelli che gridano “mamma l’eutanasia” perché si muoia con dolore

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Fine vita, quelli che gridano “mamma l’eutanasia” perché si muoia con dolore

ROMA – Fine vita, c’è gran confusione e approssimazione in giro. In parte dovuta alla fretta di parlare, aprir bocca. In parte dovuta a non conoscenza dei fatti e del significato reale delle parole. In parte confusione e approssimazione alimentate ad arte. A far confusione (e qui a pensar male è assai probabile si pensi giusto) sono soprattutto quelli che gridano “mamma l’eutanasia” come una volta si gridava mamma li turchi.

Mamma l’eutanasia è un grido bugiardo. L’eutanasia non c’è, non ce n’è neanche l’ombra nella legge sul fine vita che il centro destra soprattutto ma non solo tiene bloccata in Parlamento. L’eutanasia non c’è come scelta maggioritaria nei sondaggi della pubblica opinione, anche se va detto che il fine vita è uno dei rarissimi casi in cui il parlamento non segue e non obbedisce ai sondaggi. Di solito il Parlamento italiano è solerte nel lisciare il pelo a qualunque umore di pubblica opinione, stavolta no, stavolta grida “mamma l’eutanasia”.

Dicono in Parlamento di farlo, di resistere alla legge sul fine vita portando in processione l’immagine demoniaca dell’eutanasia perché così vuole Santa Romana Chiesa Cattolica.

Non è vero, Santa Romana Chiesa Cattolica per bocca del Papa e non un teologo modernista ha detto che l’accanimento terapeutico, il far sopravvivere sempre e comunque un corpo martoriato e poco o nulla senziente non è un valore cristiano. Anzi, non è per nulla cristiano privilegiare la volontà ostinata di un parente che rifiuta la realtà riguardo al rispetto che si deve a chi sta morendo. Rispettare la sua dignità e alleviare la sua sofferenza è cristiano. Non tenere il suo corpo attaccato a una macchina e una selva di tubi il più tempo che si può.

Non è vero che Santa Romana Chiesa…ma quelli che spargono confusione anche qui hanno trovato modo di gridare “mamma l’eutanasia” anche nelle parole del Papa. Non è vero, ma la calunnia è un venticello…

Quelli che “mamma l’eutanasia” non sono solo in Parlamento. Sono in purtroppo non pochi del sistema sanitario e della Pubblica Amministrazione. Sono non pochi medici, infermieri, burocrati. E sono di fatto padroni della sanità privata. Per morire senza dolore in Italia esistono solo 230 hospice, luoghi dove chi non ha più di quattro mesi di vita è assistito e accompagnato, difeso dal dolore. Non ucciso, ma protetto dal dolore, spesso atroce, che precede e porta i malati terminali alla morte. Quanti sono i malati terminali che in Italia possono accedere di fatto agli hospice e avere accesso alla terapia del dolore? Il 30 per cento, tre su dieci. E in questa bassa percentuale sta la misura della forza di quelli che “mamma l’eutanasia”.

E quanti anziani, comuni cittadini, persone gravemente malate vengono informate dai medici o nelle Asl o in qualunque luogo della comunicazione che in Italia si può legalmente essere addormentati per non soffrire nelle ultime ore e giorni? Che durante la sedazione profonda, legittima, si possono legittimamente sospendere le terapie e l’accanimento? Non è la libera scelta sul come finire la propria vita, ma la possibilità legale di finirla senza soffrire c’è. Ma a quanti viene realmente offerta, quanti ne sono consapevoli e informati, quanta parte del sistema sanitario e burocratico la mette davvero a disposizione della gente? Solo in una minoranza di casi e solo per i segmenti sociali più scolarizzati e più abbienti in cultura, relazioni sociali, denaro.

Il resto è ancora e troppo un bugiardo “mamma l’eutanasia”. Eutanasia, interrompere volontariamente una vita che chi la sta vivendo ritiene non più dotata di senso o sopportabile. Eutanasia, in Italia la proposta di una rispettabile minoranza ma minoranza anche relativamente sparuta. Eutanasia che non c’è nella legge bloccata, nella parole del Papa, nella volontà che si registra nei sondaggi. Quelli che gridano “mamma l’eutanasia” lo fanno, al dunque e al fondo, perché vogliono che si muoia con dolore. Sono gli stessi del partorirai con dolore. Non è una religione. E neanche un’etica. E’ in fondo un disturbo, diffusissimo della psiche.

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