“Renzi-Zingaretti, lite sulle tasse locali”: Cesare Lanza dice che…

di Cesare Lanza
Pubblicato il 4 Giugno 2015 14:16 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 23:01
Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

ROMA – “Renzi ha avuto uno scontro telefonico durissimo con Zingaretti sul tema delle tasse locali” racconta un giornalista esperto di politica romana, che si nasconde dietro lo pseudonimo di “Tremarella”.  “Tremarella” vuole raccontare cosa sta accadendo nel Partito Democratico dopo i risultati deludenti delle Regionali. Renzi avrebbe messo nel suo mirino Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, colpevole di aver alzato al massimo le tasse regionali. Un episodio minore nella tempesta post-regionali, racconta Tremarella, ma che ben descrive cosa sta succedendo all’interno del Partito tra i renziani e la minoranza dem.

E io ve la riferisco, così come scritto nella mail di Tremarella:

Il risultato delle Regionali non è quello che si attendeva Renzi e molto cambierà nella strategia del premier. Innanzi tutto nel partito: la disfatta ligure ha dimostrato che la sinistra del partito, “la ditta”, se rema contro può far perdere Renzi.

Fino a domenica notte non era così chiaro, anzi. Molti nell’entourage del premier ritenevano le Regionali occasione d’oro per regolare una volta per tutte i sospesi con la minoranza. Così non è stato. Renzi ha capito, ora lavorerà per riunire il partito. Il primo test, la riforma della scuola. “In queste settimane c’è stato anche un altro episodio, apparentemente minore, invece capitale.

Renzi ha avuto uno scontro telefonico durissimo con Zingaretti sul tema delle tasse locali. Il tutto è stato poi formalmente ricucito dai due spin doctor, Filippo Sensi per Renzi, Andrea Cappelli per Zingaretti.

In realtà, il presidente della Regione Lazio non l’ha mandata giù e ha deciso di partecipare alle primarie quando si aprirà la corsa al voto politico. Sa di non poter vincere, ma sa anche di poter puntare a un risultato tale che lo metterebbe nelle condizioni di trattare con Renzi.

Il problema per Zingaretti è non far salire sul proprio carro D’Alema, Bindi, Fassina, cioè tutto quel gruppo dirigente, vecchio e meno vecchio, che sarebbe più una zavorra che una risorsa. “Infine Roma.

Renzi prima delle Regionali è stato più volte tentato di aprire subito il capitolo della successione a Marino. Spinto anche dall’ala rutelliana: Gentiloni e Anzaldi in primis. Le Regionali faranno rientrare anche questa ipotesi di lavoro. Paita e Moretti, i due flop benzinai alle Regionali, hanno sentenziato che il premier non ha il magic touch capace di trasformare candidati mediocri in candidati vincenti. Roma è anche più insidiosa in quanto da sempre in mano elettoralmente agli ex Ds. Dunque avanti con Marino, che dopo Mafia Capitale ha avuto un altro colpo di fortuna. In politica il fattore C ha il suo peso.