Salvini, il sogno lepenista. Il leader del popolo dei bruti sarà lui

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 24 marzo 2018 9:41 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2018 13:03
Il sogno lepenista di Matteo Salvini

Giuseppe Turani

Matteo Salvini ha fatto l’unica cosa che non avrebbe dovuto fare: ha rotto la coalizione di centrodestra. Così non rappresenta più il 37 per cento (più dei grillini), ma solo il 17 per cento della Lega, meno persino del Pd bastonato alle elezioni.

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Perché ha fatto una cosa così stupida? si chiede Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

Le spiegazioni sono probabilmente due:

1- Certamente ha pesato la voglia di andare al governo con i 5 stelle, sia pure in posizione subalterna. Salvini ha pensato che deve far vedere alla sua base che non è solo uno che vaneggia di ruspe e di cacciare 600 mila immigrati, ma che alla fine arriva a sedersi nel governo. E a fare (probabilmente niente).

2- Inoltre, c’è in lui la convinzione che ormai Forza Italia e Berlusconi siano due vuoti a perdere. Il Cav per via dell’età e Forza Italia perché senza Berlusconi si trasforma in una prateria di caccia.

E infatti si dice che Salvini stia lanciando un’Opa su Forza Italia: il futuro sono io, non la scatola morente nella quale siete chiusi.

In realtà, le cose sono ancora più complesse. Salvini è convinto che in Europa, a partire dall’Italia, sia scattata una grande ondata lepenista: fuori gli immigrati, tutti, e botte da orbi sulla costruzione europea. Torniamo ai tempi felici in cui ogni Stato batteva la sua moneta, la svalutava, faceva debiti e procedeva.

Non si fa molte illusioni sulla sua capacità (o di quella dei sovranisti in generale) di fare riforme economiche dotate di senso: di queste cose niente capisce e niente capiscono i suoi svalvolati consiglieri economici, tutta gente convinta di avere la ricetta magica in tasca.

Ciò su cui punta Salvini è appunto il lepenismo. E’ evidente che il flusso di immigrati non si arresterà e che l’Italia ne sarà investita prima di tutti gli altri per semplici ragioni geografiche. Ecco, Salvini si pone come barriera a tutto ciò.

Otterrà poco perché per far rallentare gli immigrati servono l’intelligenza e l’esperienza di Minniti, cose che in tutta la Lega non esistono. Ma non importa. Salvini è convinto che ergersi a profeta anti-immigrazione lo porterà comunque a conquistare, questa volta da solo, il governo del paese.

E non crede nemmeno di avere grandi risultati con l’Opa su Forza Italia: quelli sono moderati, ma non reazionari, non lepenisti. Piuttosto pensa all’elettorato 5 stelle. Lì ci stanno i bruti, i pronti a tutto, gli analfabeti funzionali, i disperati. Lì c’è il suo popolo.

E quindi ha giocato la sua carta: un’esperienza di governo, anche breve, e tanta propaganda in vista delle prossime elezioni. I 5 stelle, secondo lui, non vanno molto lontano: sono troppo sgangherati e improvvisati.

Il vero leader del popolo dei bruti, nella prossima legislatura, sarà lui.

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