Zingaretti: proseguino…mi hanno imparato…la terza media. Avanti così e pioveranno voti

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 marzo 2019 14:33 | Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2019 14:33
Zingaretti: proseguino...mi hanno imparato...la terza media. Avanti così e pioveranno voti

Zingaretti: proseguino…mi hanno imparato…la terza media. Avanti così e pioveranno voti

ROMA – Zingaretti Nicola (non Luca). Zingaretti il politico (non l’attore). Zingaretti il Presidente della Regione Lazio e ora soprattutto il segretario del Pd. Zingaretti un milione e passa di voti per lui alle primarie del Pd appunto. Zingaretti che deve far dimenticare Renzi a tutte le sinistre di ogni sinistra. Zingaretti che imbrocca la prima battuta (“Il governo nel tunnell”) e afferra al volo la prima mossa, tanto ovvia quanto giusta: intestarsi la battaglia pro Tav. Zingaretti del Pd che un po’ risale nei sondaggi. Risale dagli abissi ma risale. Zingaretti, insomma, il fratello. Zingaretti che dovrebbe portare una sinistra più o meno unita alle elezioni europee di maggio (per ora le liste probabili sono nell’area appena sei, non si escludono ulteriori gemmazioni mignon). Zingaretti insomma che si affaccia e bussa.

Ma con che faccia? Una campagna mediatica di fatto (e probabilmente, sicuramente non calcolata e voluta) sta costruendo una faccia mediatica appunto più che adatta ai tempi. Ha cominciato lui, per caso. Fortuito caso, ma è stata la prima pietra. Primo ex malo bonus: Zingaretti sfracella un congiuntivo: “I bandi proseguino…”. Lo sfracella in favor di telecamere e microfoni. Lo sfracella con quella sua facciona tonda che fa sembrare l’esitazione, anzi ,lo sfracello dei tempi verbali niente meno che un parla come mangi.

Glielo fanno notare ovunque lo sfracello del congiuntivo ed è questa la campagna mediatica involontaria a suo favore. Non imbrocca i congiuntivi equivale a uomo di cui ci si può fidare. O almeno uomo che si può non odiare.Non è iperbole, è canone ormai saldo del pensiero e pensare pop.

Passa poco e Zingaretti sfracella l’intera grammatica con un meraviglioso e tondo tondo: mi hanno imparato. Centro, centro pieno! Che l’abbia fatto apposta o no (molto più no che sì) Zingaretti centra il bersaglio del parlo come parla la gente. Parlo sbagliato e questa è patente, attestato. Patente e attestato di genuinità, perfino di umanità. Tu parla male e sarai ascoltato, è la costante dei nostri giorni, la bussola della pubblica opinione. Una volta era: se parli male vuol dire che pensi male. Non più, ma quando mai…se parli bene e corretto sei sospetto.

Terzo colpetto di perfezionamento alla campagna mediatica pro Zingaretti arriva da uno che gli voleva (ingenuo) far danno. Viene messa in giro la voce (falsa) che Zingaretti non sia andato nei suoi studi oltre il pezzo di carta della terza media. Non è vero ma il solo girar di questa voce è cacio sui maccheroni della mediaticità di Zingaretti.

Perché non è vero che la gente odia i ricchi e i potenti. Alla gente, al popolo i ricchi e i potenti stanno benissimo. Se son ricchi da sport, spettacolo, gioco, azzardo, web, arrangio, sommessa, fortuna. Questi ricchi e potenti la gente non li odia, al massimo li invidia e sogna possa toccare un giorno a se stessi di diventare come loro, di aver come loro un giorno una botta di…

I potenti e ricchi che la gente odia sono quelli che lo sono per libri e studio, per competenze e cattedre. La gente sopporta quello che parla bene, ha letto, studiato e fa da professore alla sola condizione che questo sia compensato da un basso stipendio. Parli bene, hai studiato e questo dà fastidio alla gente. Che perdona se il fastidioso viene tenuto a cuccia e al posto suo da uno stipendio di sopravvivenza. Ma se parli bene, pensi bene, sai le cose perché le hai studiate e sei pure benestante ed eserciti un qualche potere in nome della tua competenza allora no, allora la gente proprio non sopporta.

Quindi Zingaretti Nicola, un congiuntivo sfracellato, una grammatica traforata e triturata, un’accusa di non aver neanche in diploma…Avanti così e pioveranno voti.