Strage di Ballymurphy, generale britannico esprime solidarietà alle vittime

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 marzo 2019 6:58 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019 0:05
Strage di Ballymutphy, generale britannico esprime solidarietà alle vittime

Strage di Ballymurphy, generale britannico esprime solidarietà alle vittime

ROMA – Sir Geoffrey Howlett, 89 anni, generale britannico in pensione ha espresso “enorme solidarietà” alle famiglie delle vittime morte nel massacro di Ballymurphy nel 1971 durante il conflitto nordirlandese, conosciuto in inglese come The Troubles, traducibile come “i disordini”. Nell’agosto 1971, a Belfast nell’arco di tre giorni persero la vita 10 cattolici uccisi per mano dei paracadutisti britannici in circostanze controverse, inizialmente le vittime furono dichiarate membri dell’IRA. Howlett, all’epoca un tenente colonnello nel reggimento dei paracadutisti, in una udienza dell’inchiesta aperta per accertare le circostanze sui decessi, ha riconosciuto che la maggior parte delle vittime erano innocenti.

Le sparatorie, durate due anni nel corso del conflitto, facevano parte dell’Operazione Demetrius, un discusso piano mirato ad arrestare, internare e interrogare i sospetti membri dell’IRA che alla fine furono 342 persone. Ma l’Operazione Demetrius scatenò un’enorme ondata di violenza, le truppe britanniche coinvolte nelle sparatorie affermavano che a colpire per primi erano stati erano i guerriglieri armati. Le persone del posto continuano a respingere questa versione degli eventi ed è stata avviata un’inchiesta per stabilire le cicostanze sui decessi. A Belfast, Sir Geoffrey Howlett oltre a esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime ha ammesso che l’esercito non aveva previsto la reazione all’Operazione Demetrius.

“Nessuno di noi si rese conto che quei tre giorni avrebbero provocato ribellione, sparatorie, incendi. La rivolta si è trasformata in una battaglia”, aggiungendo che gli era stato riferito da B Company, un sottogruppo di circa 100 uomini, che la violenza era stata innescata da un grande gruppo che aveva attaccato i soldati. “Dopo l’internamento là fuori c’era un nemico sicuramente armato e che avrebbe sparato”. Dopo Ballymurphy, nessun soldato fu punito e non ci fu alcun rapporto, “eravamo molto impegnati a cercare di riportare Belfast alla normalità”. Il battaglione lasciò l’Irlanda del Nord il 25 agosto.

Fonte: Daily Mail.