Festa del 2 giugno, Napolitano: “Insieme per il benessere comune”. Ma la Lega diserta la Festa

Pubblicato il 2 Giugno 2010 10:47 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2010 13:18

La Festa della Repubblica comincia con l’Inno di Mameli suonato davanti all’Altare della Patria in piazza Venezia a Roma.

Con l’omaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti alla Tomba del Milite Ignoto, a Roma, dove è risuonato l’inno di Mameli sono cominciate le celebrazioni per il 64esimo anniversario dell Repubblica.

Napolitano è giunto all’Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, dal capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini. Davanti al monumento del Milite Ignoto le più alte cariche dello Stato con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha deposto una corona all’Altare. Ad attenderlo il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera Gianfranco Fini è invece a Herat dove incontrerà i militari del contingente italiano in occasione della Festa.

Napolitano: “Lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune”. «In un mondo sempre più interdipendente non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nell’indigenza. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa». Così il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al capo di Stato maggiore della Difesa Camporini, in occasione della festa del 2 giugno, nel quale il capo dello Stato ha inoltre ribadito “la forza propulsiva dei valori della Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia”. “Su quei valori fondanti – ha sottolineato – abbiamo costruito l’Italia di oggi, soggetto protagonista della comunità internazionale e di un’Europa che é chiamata a rafforzare la sua unità”.

La parata militare. Le tribune sono tutte affollate in piazza Venezia e via dei Fori Imperiali per assistere alla tradizionale parata militare. Sul Colosseo sventola il Tricolore. Alle 10 è arrivato il corteo presidenziale alla tribuna di via dei Fori Imperiali dove sfilano circa seimila militari e civili, 233 bandiere e medaglieri, 5650 militari, 430 civili, 210 tra cani e cavalli, 262 mezzi e nove velivoli e le Frecce tricolori. Ad aprire la sfilata è la banda dei Carabinieri. La cerimonia si è conclusa con gli onori finali e il passaggio delle Frecce Tricolori durante l’esecuzione dell’Inno nazionale.

Il concerto. Alle 12,30, sempre all’Altare della Patria, quindi, un concerto di una banda militare interforze. È una novità di quest’anno: 75 elementi, 15 musicisti per ciascuna banda militare, diretti a turno dai rispettivi maestri, suoneranno brani di Verdi, Puccini e altri compositori.

Le congratulazioni di Obama. «A nome del presidente Obama e del popolo Americano mi congratulo con il popolo italiano che celebra la 64esima festa della repubblica. Oggi cogliamo l’occasione per rendere omaggio alla democrazia italiana e riaffermare la condivisione di valori che stanno alla base della nostra alleanza, come la libertà, l’uguaglianza, il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto». È quanto scrive il segretario di Stato americano, Hillary Clinton in occasione della festa della Repubblica. «La storia dei nostri due paesi e dei nostri popoli – sottolinea Hillary Clinton – è intrecciata sin dalla nostra fondazione , da Cristoforo Colombo a Amerigo Vespucci, sino ai milioni di italiani immigranti che hanno contribuito a costruire gli Stati Uniti e i soldati americani che hanno aiutato a liberare l’Italia alla fine della seconda guerra mondiale. Siamo uniti da profondi legami culturali e commerciali, oltre che da vincoli familiari e di amicizia». «Oggi – prosegue Clinton – siamo alleati nella Nato, lavorando fianco a fianco per vincere le sfide del 21esimo secolo. Dal sostegno alla missione in Afghanistan, alla lotta contro la proliferazione nucleare, dall’impegno contro il cambiamento climatico e la crisi finanziaria mondiale, siamo partner con l’obbiettivo di raggiungere pace, sicurezza e prosperità nel mondo. In occasione della festa della Repubblica – conclude il messaggio – rivolgiamo a tutto il popolo italiano i nostri migliori auguri e non vediamo l’ora di costruire assieme un futuro sempre migliore».

La Lega diserta la festa. Intanto, oggi, sul palco di Napolitano ai Fori imperiali sono assenti i big della Lega. A rappresentarlo, solo i due vice-capogruppo di Camera e Senato, Sebastiano Fogliato e Lorenzo Bodega. “Nessun segnale politico”, assicurano. Bossi e Maroni “sono su e non scendono a Roma visto che questa settimana non c’è consiglio dei ministri”, spiegano i loro collaboratori. Il ministro dell’Interno, come lo scorso anno, parteciperà ai festeggiamenti a Varese, Calderoli ha un impegno improrogabile, fa sapere la Repubblica, che cita un parlamentare padano: “Più che un messaggio politico – dice il politico – è puro e semplice disinteresse, è che noi leghisti preferiamo fare altre cose”.

Letta abbraccia Bertolaso.  Al termine della parte della sfilata dedicata alla Protezione Civile il sottosegretario Gianni Letta si è alzato per andare ad abbracciare il numero uno del Dipartimento Guido Bertolaso, seduto a poca distanza da lui è andato a stringere la mano al capo della Protezione Civile coinvolto nell’inchiesta del G8 sugli appalti. Il passaggio del settore della Protezione Civile è stato a lungo applaudito dai presenti sul palco delle autorità.

Berlusconi, tra fischi e applausi. Terminata la parata del 2 giugno Silvio Berlusconi, come già in passato, ha percorso un breve tratto a piedi di via dei Fori imperiali tra i saluti della gente. Il premier, nonostante la “disavventura” di Piazza del Duomo non ha rinunciato a una passeggiata fra la folla venuta ad assistere alla parata. Stavolta però il Cavaliere non ha percorso l’intero tragitto a piedi dal palco d’onore al vicino Palazzo Grazioli, sua residenza romana, ma è salito sulla blindata a metà strada. Durante il percorso a piedi ha raccolto applausi e consensi, una volta salito in macchina, però, sono partiti molti fischi di disapprovazione.

Fini in Afghanistan: “Orgoglioso dei nostri militari”. Sono molto orgoglioso di essere qui a portare ai nostri militari in Afghanistan il sostegno e il ringraziamento di tutte le istituzioni, del Capo dello Stato, del presidente del Senato e del Presidente del Consiglio. E soprattutto, sono orgoglioso di portare ai nostri militari in Afghanistan il sostegno di tutto il nostro popolo”. Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo avere deposto una corona di alloro al piccolo monumento commemorativo per le vittime militari italiani in Afghanistan.