Bufala, fake news o sciatteria dei giornalisti? Così Berlusconi “lanciò” Gallitelli

di Sergio Carli
Pubblicato il 29 novembre 2017 13:46 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2017 13:46
GALLITELLI

Bufala, fake news o sciatteria dei giornalisti? Così Berlusconi “lanciò” Gallitelli

ROMA – Gallitelli: candidato o vittima di una bufala? Sarà o non sarà, Salvini permettendo, il premier del centro destra? Ecco un esempio di come sia esile la differenza fra una bufala, o balla, o bugia o fake che la vogliate chiamare e la realtà oggettiva. È anche un bell’esempio di sciatteria o appecronamento da parte dei giornalisti italiani, che sono caduti, scarpe e testa, dentro il trabocchetto teso loro da Berlusconi.

L’episodio dimostra tutta la vacuità,  inutilità e strumentalità del dibattito sulle fake news, ammesso che di dibattito si possa dire riferendosi a un aspetto davvero marginale del giornalismo cui partecipano pochi selezionati addetti ai lavori. Altri giudizi meglio è non dare, per evitare querele.

Cosa ha detto davvero Berlusconi? Ecco le parole esatte di Berlusconi, intervistato da Fabio Fazio nel corso della trasmissione tv Che Tempo che Fa”:

“Ho diversi nomi. Ma c’è una persona molto capace, a cui non ho ancora parlato”: precisazione necessaria e doverosa, che rende però meno precisa la designazione. Berlusconi infatti aggiunge trattarsi di un esempio, come quando fece i nomi di Mario Draghi e Sergio Marchionne.

È, chiarisce Berlusconi, solo un esempio di “qualcuno che non viene dalla politica, qualcuno che possa essere visto come una garanzia come premier”. Si tratta di “persona molto capace, qualcuno che abbia fatto cose di successo”.

Cosa hanno fatto i giornali? Il corto circuito, semplicemente. Hanno trasformato un profilo ideale e un riferimento in una candidatura, manipolati come dei piccioni da un mago come Berlusconi. Facile per Berlusconi lasciarli con un palmo di naso:

“Non ho indicato un candidato, ma un personaggio simbolo che potrebbe stare nella nostra squadra di governo, in cui pensiamo di coinvolgere il maggior numero possibile di eccellenze provenienti dalla società civile”. Gallitelli, precisa MArio Ajello che ha capito tutto, non andrà a Palazzo Chigi ma probabilmente alla Difesa o al Viminale.