Consultazioni con Mattarella, Casellati e Fico no comment. Autonomie e gruppi Misti chiedono un governo, anche Pd-M5s

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 21 Agosto 2019 21:12 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2019 21:12
Consultazioni al Quirinale

Consultazioni al Quirinale con Sergio Mattarella (Foto ANSA)

ROMA – Giornata di consultazioni al Quirinale quella del 21 agosto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato la presidente del Senato Elisabetta Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico. Nessun commento, per loro, all’uscita dal Colle. Poi è stata la volta dei gruppi Misti, di Leu e delle Autonomie. Le dichiarazioni, stavolta, sono arrivate.

Le Autonomie chiedono dicono sì a un governo M5s-Pd, mentre gruppi Misti e Leu sono per un esecutivo di legislatura. E Nicola Zingaretti, segretario Pd, detta le condizioni per un governo con Luigi Di Maio e i 5stelle. Una giornata concitata in attesa dell’arrivo dei big al Colle il 22 agosto: la mattina Fdi, Fi e Pd, il pomeriggio invece sarà la volta di Lega e M5s.

Casellati e Fico al Quirinale, Napolitano al telefono con Mattarella

La prima ad arrivare a colloquio con Mattarella è stata la Casellati. Quindici minuti appena, poi è andata via senza rilasciare dichiarazioni. Subito dopo è arrivato il 5stelle Fico, che si è trattenuto per 35 minuti col Capo dello Stato. Anche per lui, nessun commento. Il colloquio con Giorgio Napolitano, suo predecessore al Colle, è avvenuto invece telefonicamente.

Consultazioni, Autonomie: “Sì a governo Pd-M5s”

Il gruppo Autonomie del Senato, di cui fanno parte Svp, Patt e Uv, si è detto “disponibile a sostenere un governo” con maggioranza incentrata su M5s e Pd che si dovesse formare, se esso avrà “una forte impronta europeista”, anche perché le elezioni rischiano di portare all’esercizio provvisorio e all’aumento dell’Iva.

Julia Unterberger (Svp) si è detta anche disponibile a sostenere un Conte bis: “Il Presidente Conte ha fatto una figura bellissima da parte nostra non ci sarebbe nessun problema su un Conte bis, e poi è neutrale. Secondo noi sarebbe un peccato non utilizzare questo modo diverso di far politica rispetto a quei politici che gridano sui social. Conte è diverso, tranquillo, elegante”.

Gruppo Misto: “Sì a un governo di legislatura”

Il gruppo misto del Senato, pur avendo in sé varie componenti, concorda nel giudicare “pericoloso precipitare il Pese” alle urne e auspica la nascita di “un governo non breve, non di transizione, ma un governo politico”. A dirlo è Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, dopo le consultazioni con Mattarella. Al colloquio erano presenti anche Piero Grasso, Emma Bonino e Riccardo Nencini.

Secondo de Petris le urne anticipate porrebbero “un problema anche di natura democratica”. Infatti visto che occorre raccogliere le firme sulle liste “si rischierebbe di non poter nemmeno presentare le liste”.

La Bonino di +Europa sottolinea in conferenza stampa che “l’idea di un voto precipitoso è pericoloso per il Paese”, dato che a presentare le liste sarebbero solo i partiti maggiori, cioè M5s, Pd, Lega, Fi e Fdi: “Serve un governo di totale alternativa politica e programmatica rispetto a quello finora visto”, mentre “sarebbe controproducente un governo breve e solo elettorale”.

E ha aggiunto: “Il governo avrà il compito di fare ma anche di disfare mi riferisco al decreto sicurezza bis, alla questione migranti, allo sperpero di fondi pubblici: un autorevole governo del fare e del disfare”. Anche per Nencini, serve un governo “di ampio respiro: “Su questo il gruppo è misto ma alla fine potrebbe essere rilevante con i suoi 11-12 senatori su questa linea”.   

Piero Grasso, di Leu, concorda con gli altri parlamentari: “Ci vuole un po’ di coraggio per andare avanti e garantire un futuro della legislatura molto concreto”. Tutti i componenti del gruppo Misto hanno poi ammesso di non essere stati ancora convocati a nessun tavolo per chiedere il loro sostegno a un possibile governo.

Gruppo Misto Camera diviso. Lorenzin contro voto, Lupi : “Alle urne”

Anche il gruppo Misto della Camera ha preso parte alle consultazioni con Mattarella e ribadisce che il voto anticipato “è irresponsabile”. Manfred Schulian, presidente del gruppo misto, ha detto: “Ci sono posizioni differenziate tra le sei componenti. Condividiamo l’assoluta fiducia nel presidente della Repubblica, nella sua saggezza di agire, anche se non spetta a lui i risolvere i problemi ma ai partiti. Comunque non abbiamo staccato un assegno in bianco per un eventuale governo”.

A favore di un governo di maggioranza con un programma condiviso sono Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) e Alessandro Fusacchia (Leu), mentre Renate Gebhard (Spv) attende “garanzie” sulla tutela delle Autonomie speciali e delle minoranze linguistiche prima di pronunciarsi.

Il Maie con Antonio Tasso e Sogno Italia con Nello Vitiello hanno invece annunciato di attendere le successive decisioni di Mattarella prima di pronunciarsi. Maurizio Lupi, di Noi per l’Italia, ha invece auspicato elezioni anticipate: “Se si formasse una Maggioranza M5s-Pd – ha spiegato – sarebbe legittima ma non potrebbe mai avere il nostro appoggio”.

Consultazioni 22 agosto: tocca a FI, M5s, Pd e Lega

Giovedì 22 agosto inizierà la sfilata dei “big” alle consultazioni con il presidente della Repubblica. A partire dalle 10 sarà il momento delle delegazioni di Fratelli d’Italia, Pd e Forza Italia. Nel pomeriggio invece dalle 16 toccherà agli ormai ex alleati Lega e M5s. Mattarella continua a lanciare un appello alla “responsabilità” di tutte le forze politiche coinvolte.

I tempi sono stretti e il Capo dello Stato lo sa bene, per questo è in pressing ai partiti per le consultazioni al Colle. Zingaretti si è già espresso con chiarezza, toccherà a Luigi Di Maio giovedì sciogliere la riserva. E lo dovrà fare sia all’interno dello studio “alla vetrata” che all’esterno spiegando la linea agli italiani.

Il Presidente non si schiera tra chi vuole un nuovo governo e chi invece vuole le elezioni. Un atteggiamento “notarile”, ma molto determinato. Dato per scontato che in questa prima fase il suo compito è quello di registrare la volontà del Parlamento, Mattarella ha spiegato che bisogna fare presto perché l’Italia ha bisogno di un governo in carica con una unità di vedute e di intenti.

Serve un governo saldo, per evitare l’aumento dell’Iva e approvare la legge di bilancio e Mattarella questo lo sa. Per questo motivo non intende giocare la carta del mandato esplorativo ma punta ad una road map ben precisa. Se domani il gruppo Cinque stelle dirà con chiarezza che è finita l’esperienza con la Lega e che intende provare la strada di un nuovo governo con il Pd, allora Mattarella convocherà un secondo giro di consultazioni prevedibilmente all’inizio della settimana prossima.

Giusto il tempo per permettere a Pd e Cinque stelle di avvicinarsi e soprattutto di trovare un nome di un presidente che Mattarella incaricherà. Solo dopo aver ottenuto il nome del possibile futuro presidente del Consiglio, il capo dello Stato potrebbe concedere altro tempo per limare i dettagli dell’accordo. Se certificherà invece una maggioranza propensa alle elezioni anticipate ne prenderà atto e, in pochissimi giorni, costruirà un governo di garanzia per gestire il percorso elettorale. Governo che sarà mandato alle Camere per prendere la sfiducia e rimanere in carica per gli affari correnti. (Fonte ANSA)