Fini contestato alla commemorazione di Borsellino. Poi il popolo delle “agende rosse” lo applaude

Pubblicato il 19 luglio 2010 20:43 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2010 20:54

Ci sarebbe stato un accenno di contestazione all’arrivo di Gianfranco Fini in via D’Amelio, con qualche manifestante che gridava ”vergogna”. Poi il presidente della Camera si sarebbe avvicinato ai giovani del comitato delle ”agende rosse” e ha cominciato a rispondere alle loro domande. Il dialogo è sfociato in un applauso quando il presidente della Camera ha detto che ”Mangano non è un eroe”.

Fini è intervenuto alla marcia organizzata per ricordare il giudice Paolo Borsellino, ucciso 18 anni fa dalla mafia.

Fini ha smentito l’ipotesi di una contestazione: ”Non mi risulta. Piuttosto mi sono fermato a parlare con dei ragazzi animati da una certa passione e da un grande desiderio di verità. Erano divisi, come è normale, tra chi apprezzava la presenza del presidente della Camera, anche perché credo di avere un percorso di coerenza contro la criminalità, e coloro che contestavano che all’interno dello Stato possono esserci presenze di tipo mafioso”.

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