Giorgio Napolitano ricoverato d’urgenza a Roma: intervento al cuore nella notte

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 aprile 2018 22:18 | Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2018 0:16
Giorgio Napolitano ricoverato d'urgenza a Roma

Giorgio Napolitano ricoverato d’urgenza a Roma

ROMA – Paura per Giorgio Napolitano. Il presidente emerito della Repubblica è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale San Camillo di Roma.

L’ex Capo dello Stato è stato ricoverato per una dissecazione parziale dell’aorta: nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico al cuore.

Napolitano, 93 anni, è stato visitato dal suo cardiologo di fiducia dopo un malore avuto nel pomeriggio, con forti dolori al petto. Si è quindi deciso per il suo ricovero nel reparto di Cardiochirurgia.

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Con una procedura d’urgenza, dopo le necessarie analisi, l’ex Capo dello Stato è stato portato in sala operatoria per effettuare una resezione parziale dell’aorta. Un intervento lungo e delicato in considerazione anche dell’età del paziente. Napolitano – spiega chi ha potuto stargli vicino quando il malore si è appalesato – non ha mai perso conoscenza. E’ arrivato in ospedale lucido, rispondendo alle domande dei sanitari che poi hanno deciso per l’intervento.

Giorgio Napolitano viene definito l’uomo delle riforme a tutti i costi. Sempre accompagnato con discrezione dalla moglie Clio, ha iniziato il suo primo settennato gioendo per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio di Berlino, nel luglio 2006, e ha concluso i quasi due anni del secondo mandato con qualche rimpianto per non essere riuscito a vedere del tutto compiuti quei cambiamenti istituzionali per i quali tanto si è speso.

Ma soprattutto “re Giorgio”, come è stato ribattezzato, ha dovuto affrontare quello che in molti considerano il periodo più buio degli ultimi 50 anni, navigando a vista tra gli scogli di una durissima crisi economica. E lo ha fatto con una convinzione incrollabile: che l’Italia avesse bisogno di stabilità politica. In nome di questo principio ha cercato sempre di evitare scioglimenti anticipati della legislatura. Certamente il momento peggiore – che ha coniugato amarezza personale e preoccupazione istituzionale – è stato il suo coinvolgimento indiretto nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia con la eccezionale deposizione alla Corte di Palermo salita in trasferta al Quirinale.

Quella di Napolitano non è stata una presidenza leggera, né facile. Ma può rivendicare di aver mantenuto l’impegno preso il 15 maggio del 2006 quando da neo-presidente promise solennemente davanti alle Camere che non sarebbe mai stato il capo dello Stato della maggioranza che lo aveva eletto, ma che avrebbe sempre guardato all’interesse generale del Paese.

L’ultimo importante intervento pubblico è stato per presiedere i lavori dell’Aula del Senato, il 23 e il 24 marzo scorsi, in quanto senatore più anziano, per l’elezione del nuovo presidente di Palazzo Madama. Sempre attento e lucido osservatore della situazione politica, Napolitano compirà 93 anni il prossimo 29 giugno.

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