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Italicum rivisto verso l’ok: premio al 37%, norma salva-Lega, candidature plurime

Italicum rivisto verso l'ok: premio al 37%, norma salva-Lega, candidature plurime

Italicum rivisto verso l’ok: premio al 37%, norma salva-Lega, candidature plurime

ROMA – Italicum rivisto verso l’ok: premio al 37%, norma salva-Lega, candidature plurime. L’accordo sulla legge elettorale, la modifica dell’Italicum, è “a un passo” (Matteo Renzi): si tratta su una soglia del 37% per accedere al premio di maggioranza al primo turno, cui Berlusconi darebbe l’assenso in cambio di una clausola salva-Lega, mentre il leader di Ncd Angelino Alfano otterrebbe il via libera alle candidature multiple. Vediamo in dettaglio come cambia Italicum secondo il nuovo compresso raggiunto, considerando anche le soglie di sbarramento (le si vuole più basse), la definizione dei collegi, le primarie per la scelta dei candidati. Domani mattina (30 gennaio) la Commissione Affari Costituzionali della Camera potrebbe finire i lavori per consentire la presentazione in aula il pomeriggio del testo emendato secondo la nuova intesa.

Soglia del premio di maggioranza al 37%. Italicum prevede una soglia più bassa, il 35% al primo turno, per ottenere il premio di maggioranza: troppo basso dicono i contrari (in genere i piccoli). La mediazione di Renzi prevede un innalzamento al 37% anche per evitare i dubbi di costituzionalità. Deve riuscire a convincere Berlusconi cui non piace: più alto è il premio al primo turno, più elevate sono le probabilità del ballottaggio tra i primi due arrivati che non hanno raggiunto la soglia.

Sbarramento al 4%. E’ la battaglia dei piccoli partiti per ottenere una ripartizione dei seggi meno punitiva. Si tratta, nonostante l’avversione conclamata di Berlusconi, per abbassare le soglie di sbarramento previste da Italicum. Dal 5% al 4% per le liste coalizzate, dall’8% al 7% per la lista che corre da sola.

Clausola salva-Lega. Non piace a quasi tutti i partiti tranne la Lega, ovviamente, e al suo alleato storico Forza Italia. Per evitare che la Lega esca dal Parlamento per via delle soglie di sbarramento troppo alte, si è studiato questo meccanismo: vengono ripescati, ai fini della ripartizione dei seggi, quei partiti che, pur non avendo ottenuto il 5% su scala nazionale, abbiano superato in almeno 7 circoscrizioni l’8%.

Candidature plurime. Potremmo chiamarla clausola salva Alfano, o comunque una riserva per i partiti minori. Il Porcellum, quello cassato dalla Corte Costituzionale, prevedeva a uno stesso candidato di presentarsi in più di una circoscrizione. Il divieto, secondo Berlusconi, può essere eliminato, a condizione di istituire un tetto, per cui il candidato può presentarsi al massimo in 3 o 4 circoscrizioni.

Definizione dei collegi. Essendo prevista dall’Italicum, sul modello spagnolo, una ripartizione dei collegi con circoscrizioni più piccole, bisogna intendersi con chi procederà alla definizione dei nuovi collegi. Il Pd dice che se ne deve incaricare il Ministero dell’Interno con una delega speciale. Forza Italia dice il Parlamento, comunque non gli Interni: teme che Alfano, il ministro cui verrebbe affidata la delega, ne approfitti per tirare per le lunghe la questione. Una mediazione possibile è il conferimento a tecnici (per esempio dell’Istat): resta da capire il metodo per stabilire chi nomina chi.

Preferenze. E’ uno dei punti più controversi: Italicum le esclude, proponendo liste bloccate in circoscrizioni piccole da un minimo di tre fino a un massimo di 6 candidati per ogni circoscrizione. Forza Italia oppone un veto al ritorno del voto di preferenza, M5S, Scelta Civica e Ncd, vogliono reintrodurlo. La mediazione Pd insiste sul criterio sperimentato delle primarie di partito regolate per legge, ma non obbligatorie.

 

 

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