M5s, la deputata che dona lo stipendio a vittime femminicidio. Ma è una bufala

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2013 20:15 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2013 20:17
M5s, la deputata che dona lo stipendio a vittime femminicidio. Ma è una bufala

M5s, la deputata che dona lo stipendio a vittime femminicidio. Ma è una bufala

ROMA – Prima il comunicato di una fantomatica Associazione per le vittime del femminicidio che elogia il generoso gesto di una deputata M5s friulana che avrebbe devoluto l’intero stipendio da parlamentare in beneficenza. Poi la smentita dall’ufficio stampa dei Cinque Stelle, che parla di bufala, anzi di vera e propria “truffa”. Il tutto nelle ore concitate in cui a Marina di Massa si consumava l’ultimo tragico caso di femminicidio.

Facciamo ordine e partiamo dal comunicato diffuso con un lancio d’agenzia e riportato da alcune testate:

“La parlamentare è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati a febbraio 2013. A darne notizia è l’Associazione vittime femminicidio (Avf), con sede a Milano, che definisce la sua intenzione “ammirevole e di grande significato morale etico e sociale”.

Solo che parlamentari Cinque stelle, donne, elette in Friuli non sono mai esistite. E pronta arriva la smentita. Silvia Benedetti, deputata veneta (e non friulana) del M5s spiega al Corriere.it:

“Nessuna di noi ha mai devoluto il proprio stipendio a questa associazione, di cui non abbiamo nemmeno mai sentito parlare. Stiamo portando avanti progetti contro la violenza sulle donne in linea con la Convenzione di Istanbul e ci sono alcuni di noi che hanno fatto donazioni ad enti benefici. Ma non a questa fantomatica Avf. E troviamo disgustose queste affermazioni”

Prende la parola pure Giulia Di Vita, anche lei deputata grillina:

La notizia della deputata 5 stelle è una bufala, non abbiamo deputate friulane e di certo con tutte le associazioni che esistono in Italia da parecchio tempo non credo che avremmo scelto di finanziarne una sconosciuta che non fa parte della Rete Nazionale Antiviolenza. Inoltre sulla restituzione della parte in più di stipendio e diaria abbiamo fatto una scelta collettiva (al fondo di ammortamento del debito pubblico) in attesa dell’apertura del fondo per il microcredito. Se è un modo per l’associazione (sempre che esista) di farsi pubblicità sono veramente inorridita.

Ma il dubbio che non solo di bufala si tratti, ma di vera e propria truffa, sale. Nel giro di poco il profilo Facebook dell’Avf è scomparso e nessuno fra esperti e operatori del settore ha mai sentito parlare di questa associazione. Il mistero si infittisce.

Il Corriere della Sera che ha fatto i compiti per noi, ci informa poi che esistono anche dei precedenti. Almeno in altre tre occasioni sono circolate notizie simili e prive di conferma.

Nel primo era un medico di Foggia che avrebbe donato 750 mila euro alle famiglie di vittime di femminicidio. E in un altro era un pensionato. Poi, l’annuncio che l’associazione avrebbe pagato l’assistenza legale ai familiari di Rosy Bonanno, uccisa a Palermo dall’ex. In tutti i casi viene indicata una mail (a che pro? allo scopo di raccogliere soldi?). E poi un sito internet www.sosvittimefemminicidio.it che risulta non attivo.

Insomma, il sospetto che si tratti di una gigantesca truffa o magari solo di una trovata pubblicitaria è più che fondato. Metti insieme il largo seguito mediatico che i casi di femminicidio stanno avendo con l’abitudine dei grillini a sbarazzarsi dello stipendio, devolvendolo a varie associazioni e lo specchietto è bello che piazzato per le proverbiali allodole.