Ministeri Monza, dipendenti trasferiti? Tagliata indennità di trasloco

Pubblicato il 21 ottobre 2011 17:05 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 17:05

ROMA – Dipendenti dei ministeri trasferiti da Roma a Monza? Se mai ce ne saranno (l’ultimo pronunciamento del Tribunale lascia sulla materia più di qualche dubbio), avranno oltre al danno del trasloco di oltre 500 chilometri anche la beffa del mancato rimborso sia del trasloco, sia degli eventuali spostamenti per il ritorno a casa.

La “colpa” è della legge di stabilità che prevede un taglio consistente alle spese ministeriali (10 miliardi) tra i quali, appunto, quello che riguarda i costi in caso di trasferimento d’autorità del dipendente pubblico, indennità previste da una legge del 1973, poi aggiornata. Il comma, il numero 52, è stato inserito nell’articolo 4 che riguarda la riduzione delle spese non rimodulabili dei ministeri.

Quindi gli statali che da Roma dovessero essere trasferiti a Monza perderanno innanzi tutto l’indennità di trasferta, che compete per le ore impiegate per raggiungere la nuova sede. Non verrà più inoltre rimborsato né al lavoratore né ai familiari il costo del biglietto di viaggio (comprese le spese di spedizione dei bagagli) e il costo del trasloco vero e proprio.

A scanso di equivoci il comma dice esplicitamente che ”sono, soppresse le analoghe disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro”. E’ tuttavia escluso da questi tagli ”il personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico”. La relazione tecnica non quantifica il risparmio, dicendo che esso potrà essere stabilito solo a consuntivo.

Una sola cosa è certa. Se mai si dovesse arrivare ai trasferimenti, pioveranno ricorsi.