Nave Gregoretti-Salvini, Gasparri convoca la giunta per il 13 e 14 gennaio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Gennaio 2020 17:18 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2020 17:18
Gasparri, Ansa

Maurizio Gasparri (foto Ansa)

ROMA – Il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, ha convocato le prossime sedute della giunta il 13 gennaio alle ore 17 e il 14 gennaio alle ore 20. Il primo punto all’ordine del giorno sarà la domanda di autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini, in riferimento al caso Gregoretti, con l’esame della proposta dello stesso Gasparri, relatore del procedimento.

 Maurizio Gasparri ha chiesto di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti. La proposta è stata avanzata dal presidente durante una riunione della Giunta.

“Si tratta – ha detto Gasparri nella sua relazione – in tutta evidenza di fattispecie del tutto similari ed eventuali enfatizzazioni di aspetti secondari non mutano la realtà delle cose. Pertanto, per le ragioni esposte e in linea di continuità rispetto alle decisioni già assunte da questo organo in questa legislatura, si ritiene doveroso prospettare l’opportunità che la Giunta coerentemente proponga all’assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere di cui al documento in titolo”.

E ancora: “A prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte (elemento sul quale la Giunta come detto non può, anzi non deve esprimersi) sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico-governativo di quest’ultimo, comprovato innanzitutto dalla assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte dallo stesso operate. Il caso era notorio ed era su tutti i mass media e su tutti i giornali di quei giorni. Non era necessaria una comunicazione specifica di Salvini perché gli elementi della vicenda erano ravvisabili in toto dalla stampa”.

Fonte: Ansa.