Posti barca, Scajola denuncia Repubblica e il Fatto

Pubblicato il 18 Marzo 2012 10:54 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2012 10:56

ROMA – "Gli articoli del 17 marzo usciti su 'La Repubblica' ('Posti barca scontati in cambio di appalti') e su 'Il Fatto Quotidiano' ('Famiglia Scajola, posti barca in cambio del Porto di Imperia') affermano palesi e tendenziose falsità che mi hanno costretto a denunciarli attraverso i miei legali, al solo scopo di arrestare la tendenza alla calunnia sulla mia persona, in merito alla vicenda del Porto di Imperia, opera da me voluta con determinazione fin dai primissimi anni della mia vita amministrativa, animato dal solo desiderio di contribuire allo sviluppo della mia città natale". E' quanto sostiene Claudio Scajola in una dichiarazione.

"Per amore della verità, con grande serenità, riepilogo dunque – continua – la sintesi della regolare compravendita di due posti barca intrapresa da mia moglie Maria Teresa: 1) Claudio Scajola non possiede né ha mai posseduto posti barca nel nuovo porto turistico di Imperia né ha in corso proposte di acquisto o trattative; 2) Maria Teresa Verda, moglie di Claudio Scajola, ha versato alla società Acqua mare S.p.a., tramite assegno circolare in data 23/02/2007, la somma di euro 17.2 44 in relazione alla proposta d'acquisto per due posti barca di metri 15 e, successivamente, in data 23 aprile 2007, a seguito di regolare contratto preliminare, ha versato l'ulteriore importo di euro 103.464". "La definizione dell'acquisto con la firma del rogito notarile – prosegue Scajola – non è ancora avvenuta avendo subordinato, come molti altri promissari acquirenti, tale stipula al regolare completamento delle infrastrutture necessarie per la fruibilità dei posti barca. Di ciò è stata informata la Società. Il previsto costo complessivo di acquisto (a operazione definita), conforme con i prezzi a quella data, era stabilito essere di 344.880 euro e lo sconto praticato del 18%, è in linea con gli sconti diffusamente applicati".