Reddito di cittadinanza, Di Maio: “Chi si dimette non lo prenderà”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 dicembre 2018 14:14 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2018 14:18
Luigi Di Maio Ansa

Luigi Di Maio (foto Ansa)

ROMA – “Chi si dimette non prenderà il reddito. Su questo saremo rigorosi. Ci sono obblighi ben precisi che i percettori di reddito dovranno rispettare. Anche il reddito è una misura per la crescita”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, secondo quanto riferiscono fonti presenti al tavolo con le imprese.

“Convocherò questo tavolo per illustrarvi la misura del reddito di cittadinanza nel suo complesso, affrontando ogni suo dettaglio – ha continuato a dire Di Maio alle imprese secondo quanto riportano fonti presenti al tavolo – Fino ad allora lasciamo perdere le fantasiose ricostruzioni”.  Il reddito di cittadinanza – ha detto – “è una misura che contribuirà a rimettere in moto l’economia”.

Fatturazione elettronica. No a sanzioni nella prima fase. 

Capitolo obbligo fatturazione elettronica che scatta da gennaio 2019. Di Maio ha parlato anche di questo ed ha spiegato: “Stiamo vedendo di attenuare gli effetti, non ci saranno sanzioni finché non sarà chiaro il da farsi”. Il ministro avrebbe dato rassicurazioni anche sullo sgravio sui contributi Inail, sulla deducibilità al 50% dell’Imu sui capannoni, sulla soppressione del Sistri e sul pagamento del 50% dei debiti P.a verso le imprese entro il 2019.

Sulle infrastrutture – spiegano fonti presenti al tavolo al Mise fra imprese e ministro Di Maio – al di là delle discussioni in corso il ministro ha parlato di un approccio sistematico con l’istituzione di un piano regolatore con cui pianificare le necessità infrastrutturali del paese per i prossimi anni. Al tavolo si è parlato anche di sburocratizzazione e di far nascere un’agenzia agenzia unica che si occupi di internazionalizzazione delle imprese. L’ Ice potrebbe essere quella preposta a ricoprire questo ruolo, trasformandosi però sul modello francese.