Vittorio Sgarbi: “Luigi Di Maio è gay, il suo fidanzato è Vincenzo Spadafora”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2018 12:43 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2018 16:13
Vittorio Sgarbi Luigi Di Maio è gay

Vittorio Sgarbi: “Luigi Di Maio è gay, il suo fidanzato è Vincenzo Spadafora”

ROMA – “In realtà mi dispiace aver aggredito questo giovane, che tra l’altro è anche tenero e ha dei sentimenti così nobili. Recentemente ho scoperto che ha un fidanzato, Vincenzo Spadafora. Sono felice finalmente di avere un premier gay, così sereno e affettuoso e sorridente”. Sono le parole di Vittorio Sgarbi in tv, su Rai Due, nel corso del programma ‘Quelli che dopo il tg’ condotto da Luca e Paolo e Mia Ceran (qui il video).

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Il parlamentare di Forza Italia ha scelto di attaccare il capo politico del M5S con rivelazioni, non confermate, sulla vita privata.

Sgarbi ha precisato di non aver indicato Di Maio come gay con accezione negativa. “È elogiativo, io credo che essere omosessuale sia un elemento in più. Non mi pare che ci sia da vergognarsi di nulla. Abbiamo leggi che tutelano le coppie gay”.

Una giustificazione non richiesta, visto l’evidente intento di provocare un danno di immagine al capo politico del M5S, che l’ha letteralmente umiliato nel collegio uninominale di Acerra. Un attacco fatto probabilmente per recuperare con il gossip l’elettorato conservatore, perso sopratutto al Sud anche dal centrodestra verso il M5S.

Sgarbi a ‘Quelli che dopo il tg’ ha anche detto di non essersi pentito di insulti e parolacce rivolte a Di Maio nel corso della campagna elettorale: “Faccio teatro, domani inauguro il mio Michelangelo al Teatro Olimpico a Roma, e quindi recito spesso. Il mio modello è Carmelo Bene, il mio riferimento era Pasolini. Quello che faccio non è realtà ma una grande finzione”. E ancora: “Se mi diverto al cesso, la cosa non può essere intesa se non come teatro, spettacolo, finzione. Se poi questi (gli esponenti M5S, ndr) passano dal ‘vaffanculo’ di Grillo, dal turpiloquio, alla castità verbale io non so cosa fare. Chi vede ‘120 giornate si Sodoma’ o legge i capitoli di ‘Petrolio’ vede delle cose tali che in confronto io sembro un’educanda”.