Zingaretti, mozione di sfiducia in Regione Lazio, appello al M5s, Gasparri: “Pieno sostegno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2018 10:53 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2018 10:53
Nicola Zingaretti (nella foto), mozione di sfiducia in Regione Lazio, appello al M5s, Gasparri: "Pieno sostegno"

Zingaretti, mozione di sfiducia in Regione Lazio, appello al M5s, Gasparri: “Pieno sostegno”

Mozione di sfiducia contro Nicola Zingaretti alla Regione Lazio. Col “pieno sostegno” del sen. Maurizio Gasparri, il documento è stato sottoscritto da 13 (su 50) consiglieri regionali del Centro destra, FI, FdI, Lega e NcI. Se l’appello lanciato ai transfughi del Centro destra e al Movimento 5 stelle avesse successo, Zingaretti, candidato con molte chanches alla segreteria del Pd, otterrebbe il risultato di far perdere il controllo della Regione Lazio al partito di cui avrebbe appena assunto la guida.

Zingaretti, sostengono i firmatari, è impegnato a tempo pieno nella corsa alla segreteria del Pd e trascura completamente il Consiglio Regionale”. Inoltre, “indirizza la politica della Regione in funzione delle dinamiche interne e degli obiettivi politici del Partito Democratico, non curandosi delle gravi problematiche dei cittadini del Lazio”.

Non è stato risolto il commissariamento della sanità, né la “vertenza dei lavoratori del Cup”, mentre viene evidenziato un “grave ritardo nelle erogazione dei fondi europei per le aziende agricole laziali”.

Maurizio Gasparri di Forza Italia ha dato il suo “pieno sostegno” alla mozione di sfiducia contro Zingaretti:  “La Regione Lazio non ha dato una maggioranza alla sinistra in occasione delle ultime elezioni. Bisogna far valere i numeri del Consiglio Regionale e, a tal fine, bene fanno i consiglieri del centrodestra a presentare una mozione di sfiducia al Presidente Zingaretti. Condivido e sostengo questa iniziativa e mi auguro che abbia ampio consenso e successo. Il centrodestra deve rilanciare una sua proposta di governo e lo deve fare unitariamente e con convinzione. Tutti gli esponenti e i parlamentari del centrodestra devono sostenere questa iniziativa, nel Consiglio Regionale e sul territorio, per una svolta indispensabile nella guida e nel governo della nostra regione.”

Il Consiglio Regionale del Lazio è costituito da 50 consiglieri più il presidente. Non c’è una maggioranza di governo, anche se Zingaretti da solo ha ottenuto un terzo dei voti espressi in Lazio alle ultime elezioni regionali del 4 marzo 2018. Il centro sinistra può contare, fra Pd e gruppi singoli, su 25 voti. In occasione della approvazione del bilancio, in giugno, decisiva è stata la astensione dei 10 consiglieri M5S, a cui si è aggiunto il non voto dei due membri del gruppo misto e dell’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. In totale le astensioni hanno così superato i 12 contrari (con Pasquale Ciacciarelli, di Fi, uscito dall’Aula al momento del voto).

I consiglieri del Centro destra sperano di aggregare i due consiglieri eletti col centrodestra, Pino Cangemi (ex Fi) e Enrico Cavallari (ex Lega) poi passati al Gruppo Misto (che appoggia Zingaretti in virtù del ‘patto d’Aula’, garantendogli una maggioranza numerica in Consiglio) e soprattutto il gruppo M5s, che conta 10 consiglieri.

Ma Zingaretti è vecchia volpe della politica e sa navigare nelle sue acque procellose. Non sembra un caso l’astensione dei 5 stelle in giugno, In quell’occasione, come riferito da mauro Favale su Repubblica, il gruppo M5S rivendicò di aver portato a casa “11 emendamenti per circa 40 milioni di euro complessivi”. Tra questi, anche 5 milioni di euro” di un emendamento pro Raggi: erano “destinati, nel 2019, a riparare le buche di Roma”.

Ai consiglieri del Movimento 5 stelle si rivolge in particolare la mozione anti Zingaretti: “Crediamo che questa mozione sia, per il Movimento 5Stelle, che spesso ha sostenuto la giunta e per i consiglieri fuoriusciti dal centrodestra, una opportunità di riscatto politico, che consentirebbe di mettere fine al governo senza maggioranza e senza presidente di Zingaretti e del Pd”.