(Foto Ansa)
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“Non mi risulta” che il governo farà ricorso alle accise sui tabacchi per finanziare il decreto contro il caro carburanti atteso oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri, “e comunque sono contrario”. Lo ha dichiarato all’ANSA il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, lasciando Palazzo Chigi. Il leader della Lega non si è sbilanciato sull’entità delle risorse stanziate per il provvedimento: “Stanno lavorando gli altri ministri”.
L’ipotesi di un aumento del prezzo delle sigarette, tuttavia, era emersa tra le possibilità allo studio del governo per reperire risorse destinate al nuovo taglio delle accise sui carburanti. Secondo quanto riferito da fonti del centrodestra, la misura sarebbe stata valutata in vista del decreto legge contro il caro carburanti che il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare oggi, ma sul punto sarebbe ancora in corso un confronto all’interno dell’esecutivo. La decisione definitiva dovrebbe arrivare durante la riunione di governo.
Il Consiglio dei ministri è convocato alle 17.30 per varare il primo intervento ponte contro il caro carburanti, atteso da giorni. Il provvedimento dovrebbe concentrarsi in particolare sul costo del gasolio. Successivamente, sulla base dei dati relativi all’extragettito Iva di luglio, il governo potrebbe valutare un secondo intervento attraverso il meccanismo delle accise mobili, che consente di ridurre la pressione fiscale quando l’aumento dei prezzi dell’energia genera maggiori entrate per lo Stato.
L’ipotesi di un aumento delle sigarette ha già provocato reazioni critiche. Il Codacons la definisce una misura “assurda e sbagliata sotto ogni punto di vista”. In una nota l’associazione spiega: “Siamo da sempre contrari al fumo e favorevoli a misure per disincentivare il consumo di tabacco, ma in questo caso non si tratterebbe di una misura sanitaria, ma di un escamotage fiscale che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi cittadini che fanno rifornimento alla pompa”.
Secondo il Codacons, “tassare unicamente i fumatori equivarrebbe ad una palese discriminazione nei confronti di una specifica categoria di cittadini, prestandosi a ricorsi nelle aule di giustizia”. L’associazione aggiunge: “A questo punto perché non tassare anche chi mangia cibo spazzatura o beve bevande gassate, prodotti che al pari delle sigarette sono nocivi per la salute umana?”. Per il Codacons il governo dovrebbe “cercare le risorse per il taglio delle accise mettendo le mani non nelle tasche dei cittadini, ma in quelle dei petrolieri”.
Critiche arrivano anche dal Partito Democratico. Il presidente dei senatori dem Francesco Boccia ha parlato di “disperazione” da parte dell’esecutivo: “Quando un governo annuncia che sta pensando all’aumento del prezzo delle sigarette è perché è ai titoli di coda”. Boccia ha ribadito la richiesta del centrosinistra di attivare il meccanismo delle accise mobili, definendolo “una riforma strutturale” per evitare che le oscillazioni del prezzo del petrolio si traducano automaticamente in nuovi rincari per i consumatori.
