Cosa dicono gli ultimi sondaggi politici? FdI e Lega in calo, come il Pd. L'effetto Vannacci ridisegna gli equilibri (foto ANSA) - Blitzquotidiano
Il mese di febbraio è stato segnato da numerosi eventi sul piano internazionale e domestico. In Europa ha fatto discutere il veto posto dall’Ungheria sugli aiuti all’Ucraina, arrivato simbolicamente nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto. Parallelamente si è registrato l’avvio del Board of peace, con la partecipazione dell’Italia in qualità di osservatore, scelta che ha suscitato reazioni contrastanti.
Negli Stati Uniti resta centrale il caso legato a Jeffrey Epstein, con nuovi nomi che emergono nel dibattito pubblico. Sempre oltreoceano, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi imposti da Donald Trump, riaprendo il confronto sulle politiche commerciali. A Monaco di Baviera, il segretario di Stato Marco Rubio ha tenuto un discorso critico verso l’Europa, meno netto rispetto a quello del vicepresidente J.D. Vance, ma comunque indicativo di tensioni persistenti. Sullo sfondo, continuano le frizioni tra Washington e Teheran.
Sul piano interno italiano, il clima politico si è ulteriormente acceso, complice l’inasprimento della campagna referendaria e l’avvio del dibattito sulla legge elettorale.
La nascita di Futuro nazionale e gli effetti nei sondaggi
La novità più rilevante riguarda l’uscita del generale Roberto Vannacci dalla Lega e la fondazione del movimento Futuro nazionale. La nuova formazione è stimata al 3,6% e incide soprattutto sugli equilibri del centrodestra. La Lega scende al 6,1%, mentre Fratelli d’Italia cala al 28%. Più contenuto il calo di Forza Italia, oggi all’8,4%.
I flussi elettorali mostrano che circa due terzi dei consensi di Futuro nazionale provengono dagli elettori di Lega e Fratelli d’Italia, con una quota significativa recuperata dall’area dell’astensione. Minimi gli spostamenti da altre forze politiche.
Nel campo dell’opposizione, il Partito Democratico arretra al 20,7%, mentre il Movimento 5 Stelle resta stabile al 13,4%. Crescono Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e +Europa; stabile Italia Viva.
Gradimento dei leader e partita sulla legge elettorale
Resta stabile il giudizio sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: l’indice di apprezzamento è al 43% per il governo e al 44% per la premier. Tra i leader, Antonio Tajani si conferma primo con un indice di 30, seguito da Giuseppe Conte (28) ed Elly Schlein (25). Vannacci debutta con un indice del 18%.
In questo quadro si inserisce la proposta di riforma elettorale denominata Stabilicum, che prevede un premio di maggioranza al raggiungimento del 40%. Con l’apporto di Futuro nazionale, il centrodestra arriverebbe al 46,9%, superando il 45,1% del campo progressista; senza Vannacci, scenderebbe al 43,3%. L’evoluzione del referendum costituzionale e le scelte sulle alleanze potrebbero però modificare ulteriormente uno scenario politico ancora fluido e in trasformazione.
