Schlein e Meloni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dopo settimane difficili segnate da tensioni politiche e battute d’arresto, il centrodestra torna a guadagnare terreno nei sondaggi. Secondo l’ultima rilevazione di Termometro Politico, la coalizione guidata da Giorgia Meloni si attesta complessivamente al 45,8%, allargando il distacco rispetto al centrosinistra.
Fratelli d’Italia si mantiene su livelli elevati con il 29,2%, confermandosi primo partito. Forza Italia resta stabile all’8%, mentre la Lega risale al 7,6%. Nel panorama del centrodestra si inserisce anche la nuova formazione Futuro Nazionale, che al 3,4% continua a sottrarre consensi soprattutto al Carroccio.
Sul fronte opposto, il cosiddetto campo largo registra una flessione: il Partito Democratico scende al 22%, il Movimento 5 Stelle al 12,1% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,2%. Complessivamente, l’area progressista si ferma al 44,5%.
Fiducia bassa per il governo Meloni
Nonostante il recupero nei consensi, il governo continua a fare i conti con un livello di fiducia piuttosto limitato. Solo il 26,7% degli intervistati dichiara di avere molta fiducia nella premier Giorgia Meloni, mentre sommando chi ne ha “abbastanza” si resta comunque sotto la soglia del 40%.
Al contrario, oltre la metà degli italiani esprime sfiducia: il 52,2% afferma di non averne alcuna e un ulteriore 8,6% ne ha poca. Il sondaggio evidenzia quindi un consenso elettorale che non si traduce automaticamente in pieno sostegno all’azione di governo, segno di un clima politico ancora incerto e polarizzato.
Niente voglia di elezioni anticipate
Nonostante il malcontento diffuso, la maggioranza degli italiani non sembra voler tornare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura. Il 64,8% degli intervistati si dice contrario a elezioni anticipate, ritenendo più opportuno evitare nuove tensioni politiche e garantire stabilità istituzionale.
Una minoranza, pari al 30,4%, si dichiara invece favorevole al voto anticipato, sia per evitare un lungo periodo di scontri politici sia perché considera il governo indebolito dopo la sconfitta referendaria.
