Guerra all'Iran, generale britannico vede le premesse di un'apocalisse. E "Trump sui raid di giugno ha mentito" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Altro che strategia efficace di Usa e Israele o segnali di un Iran ridotto già in ginocchio: gli attacchi contro la Repubblica Islamica rischiano di scatenare un’escalation “incontrollabile”, se non le premesse di un’apocalisse.
Richard Shirreff, già vicecomandante supremo Nato
Parola di Richard Shirreff, generale britannico della riserva e già vicecomandante supremo delle forze Nato in Europa fra il 2011 e il 2014, il quale – citato dai media del Regno Unito – afferma di “non poter ricordare un momento geopolitico più pericoloso” in tutta la sua vita.

Shirreff osserva come il “danno monumentale ai siti nucleari iraniani” rivendicato da Donald Trump dopo i raid fugaci del giugno scorso “era “chiaramente un errore o una bugia”.
E rinfaccia al presidente americano di essersi ora imbarcato, al traino di Benyamin Netanyahu, “in un nuovo piano molto più pericoloso, che mira a un cambiamento di regime senza alcuna strategia visibile” di successo.
“Nella comunità militare occidentale vi è la sensazione crescente che questa campagna stia finendo fuori controllo”, aggiunge il veterano dell’esercito di Sua Maestà, sorpreso “dall’intensità” e dall’ampiezza della risposta di Teheran.
Il suo timore è quello di una guerra generalizzata in Medio Oriente in grado di “risucchiare” l’energia dell’apparato bellico Usa fino a logorarlo. La Cina di Xi Jinping e la Russia di Vladimir Putin sono del resto pronte a suo parere “ad approfittare” della situazione, a tempo debito: la prima “intravvedendo l’opportunità di attuare i suoi piani d’invasione di Taiwan, magari già nel 2027”; la seconda di “raddoppiare gli sforzi nella guerra con l’Ucraina”.
“Tentativo di regime change catalizzatore di una terza guerra mondiale”
“Temo che gli storici del futuro possano guardare indietro lo sconsiderato tentativo di regime change in Iran di queste settimane come al catalizzatore di una Terza Guerra Mondiale”, conclude il generale Shirreff, aggiungendo che “il destino del mondo dipende ora da quanto velocemente l’America potrà tirarsi fuori da questo caos mediorientale”.
Altrimenti l’obiettivo dichiarato di “prevenire una proliferazione nucleare potrebbe innescare la terribile ironia della storia d’una guerra nucleare che distruggerebbe la nostra civilizzazione per come la conosciamo”.
