(Foto Ansa)
“Ormai ognuno si diverte a inventarsi la data entro la quale la Russia invaderà l’Europa, alimentando così paure totalmente immotivate, ma utili per foraggiare le industrie di armamenti. Le stesse industrie che, come ha scritto il New York Times il 16 maggio 2023 e io ripeto da anni, negli USA hanno letteralmente comprato la linea politica che ha portato direttamente alla attuale guerra in Ucraina. Hanno cioè comprato questa guerra. Guerra che rischia di diventare la terza guerra mondiale, trascinandovi in primis l’Europa. Ho 95 anni, e spero di non vederla”. A parlare è l’intellettuale cattolico di sinistra Raniero La Valle, già direttore dei quotidiani “Il Popolo” e “L’Avvenire d’Italia”, senatore e assessore del Comune di Roma, fondatore del sito Chiesa di Tutti Chiesa dei Poveri diventato in seguito Prima Loro.
Sito tuttora molto attivo. Di recente, il 9 luglio, Utopia Italia ha riportato in un video su Instagram un intervento di La Valle che ripete la sua accusa sulla linea politica e sulla guerra entrambe comprate. Di che si tratta esattamente? Ce lo spiega lo stesso La Valle: “Il 16 maggio 2023 l’Eisenhower Media Network ha comprato un’intera pagina del New York Times per pubblicare un documento firmato da molte personalità di rilievo ed esperti soprattutto della sicurezza nazionale, che accusano l’industria delle armi USA di avere stanziato a suo tempo una cinquantina di milioni di dollari, pari a oltre 90 milioni di dollari di oggi, per convincere i parlamentari del Congresso a tradire l’impegno preso non solo dalla presidenza USA di non espandere la NATO “neppure di un pollice” ad est, cioè verso la Russia, in cambio della riunificazione della Germania. Per ottenere il tradimento in questione è stata fondata una apposita associazione, il cui nome indica esplicitamente e alla luce del sole l’obiettivo che voleva ottenere e che ha ottenuto: Comitato degli Stati Uniti per l’espansione della NATO. Sono riusciti a farla espandere con l’ingresso di ben 14 Paesi ex sovietici. I cui governi e ministri non sono certo incorruttibili”.
La pagina del New York Times col lungo, dettagliato e molto interessante documento in questione, La Valle l’ha pubblicata in italiano sul suo sito, compresi i prestigiosi nomi dei 15 firmatari. Il passo che spiega e riassume quanto denunciato più volte è il seguente: “Perché gli Stati Uniti hanno persistito nell’espandere la NATO nonostante tali avvertimenti? [ su come la Russia avrebbe interpretato l’espansione verso i suoi confini] Il profitto derivante dalla vendita di armi è stato un fattore importante. Di fronte all’opposizione all’estensione della NATO, un gruppo di neoconservatori e dei massimi dirigenti americani delle industrie degli armamenti costituirono il Comitato degli Stati Uniti per l’espansione della NATO. Tra il 1996 e il 1998, i maggiori produttori di armi hanno speso 51 milioni di dollari (94 milioni di dollari di oggi) in attività di lobbying e altri milioni in contributi elettorali. Con questa prodigalità, l’espansione della NATO divenne rapidamente un affare fatto, dopo il quale i produttori americani di armi hanno venduto miliardi di dollari di armi ai nuovi membri della NATO.
Finora, gli Stati Uniti hanno inviato attrezzature militari e armi in Ucraina per un valore di 30 miliardi di dollari, con aiuti totali all’Ucraina superiori a 100 miliardi di dollari. La guerra, è stato detto, è un racket, altamente redditizio per pochi eletti”.
Tra i firmatari c’è l’economista e docente Jeffrey Sachs, l’uomo che dopo il crollo dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia (l’equivalente comunista est europeo della NATO) è stato incaricato dalla Casa Bianca di traghettare la Polonia dal regime comunista al capitalismo. Quando però lo stesso Sachs ha proposto alla Casa Bianca di traghettare anche la Russia dal sistema comunista a quello capitalista, s’è visto opporre un rifiuto. Prova provata che di fatto il governo USA perseguiva sempre e comunque NON l’ammodernamento – anche capitalista – della Russia, ma il puro e semplice peggioramento del suo crollo economico. Crollo già provocato dall’essersi dovuta svenare per rincorrere la politica USA di continuo aumento delle spese per la propria potenza militare.
Sachs le accuse del documento pubblicato dal New York Times e da Raniero La Valle le ha ripetute con grande chiarezza anche nel parlamento europeo quando il 19 febbraio dell’anno scorso vi è stata trattata la “geopolitica della pace”. E anche stato pubblicato il testo completo del suo discorso “E’ francamente scandaloso e stupefacente che nessuno parli di questa faccenda, nascondendo così deliberatamente i veri motivi della guerra russo ucraina ”, fa notare La Valle. E aggiunge: “Hanno anche negato in perfetta malafede che a Michail Gorbaciov prima e a Boris Yeltsin dopo, gli ultimi due presidenti della Russia, sia stato promesso che la NATO non si sarebbe espansa verso est. Per fortuna però il giornale tedesco Der Spiegel ha pubblicato i documenti che sbugiardano i mentitori.
Purtroppo Gorbaciov e Yeltsin, convinti di avere a che fare con politici seri e onesti, si sono accontentati degli impegni orali, senza pretendere che fossero messi per iscritto”. Un altro dato sorprendente, se non agghiaccianate, è che questa brutta vicenda, che sta trascinando l’Europa verso un’altra guerra contro la Russia (la quinta, dopo l’invasione polacco lituana del 1600, l’invasione svedese del 1700, quella francese di Napoleone nel 1800 e quella nazifascista di Germania e Italia nel 1900), pare proprio ricalcare la vicenda appurata negli USA dalla commissione parlamentare Nye, istituita il 12 aprile 1934 e che prese il nome dal suo presidente senatore Gerald Nye. Il nome esatto era Commissione speciale di Inchiesta sull’Industria delle Munizioni, ed era nata per indagare sugli interessi industriali, finanziari e bancari che portarono gli USA a intervenire nella prima guerra mondiale pur senza averne nessun motivo, né territoriale né patriottico o simili.
Le cose scoperte dalla Commissione Nye sono state il motivo che ha spinto il mondo politico e l’opinione pubblica statunitense alla neutralià nei primi tempi della seconda guerra mondiale. La Commissione venne istituita perché nel decennio 1920-1930 una marea di libri e articoli di giornale avevano accusato i produttori di armi e munizioni di avere ingannato il Paese sui veri motivi dell’entrata in guerra. Tra i più decisi accusatori c’era il generale del Marines Smedley Butler, che nel ’35 arrivò a scrivere un libro pesantemente accusatorio fin dal titolo: La guerra è una mafia. Nel corso delle 93 udienze con oltre 200 testimoni venne appurato che le industrie delle armi e delle munizioni avevano realizzato profitti spropositati vendendo al governo le loro merci a caro prezzo. Venne anche appurato che le grandi banche per proteggere i loro prestiti ai Paesi belligeranti avevano esercitato forti pressioni sul presidente Thomas Woodrow Wilson perché entrasse in guerra. Tali banche avevano infatti concesso enormi prestiti ai Paesi che la guerra la stavano perdendo. La Commissione Nye venne infine bloccata e sciolta dallo stesso Senato per impedirle di rendere noti i nomi delle industrie dei “mercanti di morte” e delle banche vere cause della guerra.
E per nascondere il fatto che il presidente Wilson aveva a lungo mentito al suo popolo sia sul perché dell’entrata in guerra, presentata con l’eterna retorica della lotta tra il bene (la democrazia) e il male (l’autocrazia), sia sul fatto che non sapeva nulla della diplomazia segreta dei Paesi della Triplice Intesa (Russia, Francia e Inghilterra), mentre invece ne era a perfetta conoscenza. Come si vede, il copione delle azioni, degli interessi e delle tresche del Comitato degli Stati Uniti per l’espansione della NATO, e annessi effetti tragici, è identico a quello appurato dalla Commissione Nye. Con una differenza: per impedire alla Commissione di rivelare la verità hanno dovuto scioglierla. Invece l’azione anche corruttoria per tradire gli impegni con la Russia ed espandere la Nato a tutti i costi fino a sfociare nella perdurante guerra russo ucraina, non ha bisogno di nessuno scioglimento: basta l’impressionante omertà generale.
