Melonellum, sicuri che il giorno dopo il voto si avrà la certezza del vincitore? Una legge elettorale a due facce (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Volete che il giorno dopo le elezioni si abbia la certezza del vincitore?”: a proposito di certezze, questa era e questa resta quella della presidente del Consiglio Meloni, confermata dal voto compatto in Parlamento della sua maggioranza che introduce la nuova legge elettorale (la settima dal 1993).
E che ci catapulterebbe nientemeno che nella Terza Repubblica (è l’enfasi con cui il capogruppo FdI Donzelli ha salutato la riforma alla Camera). “Torna il popolo sovrano”, esulta la sorella della premier Arianna, per restare in famiglia.
Se nessuna coalizione raggiunge il 42%?
Si capisce: il sistema elettorale appena licenziato assegna un ampio premio di maggioranza (troppo ampio? lo stabilirà, se farà in tempo, la Corte Costituzionale che già si era pronunciata sfarovelmente) alla coalizione che raggiungerà il 42% dei suffragi. Una generosa dote di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, garantendo una maggioranza assoluta variabile tra il 52 e il 56%.

Il latinorum (Melonellum o Stabilicum che dir si voglia) non può nascondere tuttavia che la nuova legge elettorale si qualifica prevalentemente non solo per il cospicuo premio di maggioranza, ma anche per offire un doppio volto, una medaglia a due facce, di cui prevedere quella che prevarrà equivale a una scommessa, al lancio di una moneta. E la certezza regredisce a petizione di principio.
Fa notare infatti sul Sole 24 ore Roberto D’Alimonte, decano dei politologi e esperto di sistemi elettorali, la natura duale del Melonellum, sottolinenando come non si tratti di un sistema elettorale, ma della combinazione di due sistemi. Con la conseguenza di affacciare due scenari affatto diversi, se non opposti.
Il primo l’abbiamo visto, e cioè una coalizione che raggiunge il 42%. L’altro scenario è relegato nel cono d’ombra di chi forse vuole esorcizzarne l’evento che ci catapulterebbe stavolta indietro verso la prima Repubblica.
Combinazione di due sistemi elettorali
“Se nessuna coalizione arriva al 42% – sempre D’Alimonte – tutti i seggi vengono assegnati con il proporzionale […] Quello che veramente conta è il fatto che questo sistema può funzionare sia come sistema maggioritario che come sistema proporzionale. Questa è la novità. Quindi la sera delle elezioni sapremo se gli elettori avranno eletto un governo oppure se saranno i partiti a decidere quale governo si farà dopo il voto”.
Ora, dando una scorsa ai sondaggi che ci vengono propalati un giorno sì e un giorno pure, si vede che le coalizioni, debitamente già formate come consiglia l’incentivo del premio (ma tutt’altro che sicure e consolidate come suggeriscono frizioni tentennamenti veti incrociati) viaggiano nei dintorni della soglia decisiva del 42%. Un po’ sotto, un po’ sopra.
Ancora sicuri che il giorno dopo le elezioni si avrà la certezza del vincitore?
