Papa Leone XIV (Foto Ansa)
Papa Leone sta preparando la sua prima enciclica. Vuole rispondere al nuovo umanesimo scientifico che, pare, intenda proporre il superamento dei limiti biologici, come la morte o l’invecchiamento, grazie alla genetica e alla robotica. Mezzi che possono creare ibridi, strumenti importanti ma che corrono il rischio di potenziare o addirittura modificare gli apparati umani. Papa Prevost non ci sta. È preoccupato. Il valore del corpo umano, dice, è unico e straordinario anche nell’epoca dei cyborg e dei robot. Di qui la decisione di pubblicare una riflessione , severa e profonda, sull’avvento della Intelligenza Artificiale (IA) e il suo impatto sulla società.
Tre bozze, poi la firma del Pontefice
Si annuncia un documento corposo, complesso. “Una analisi critica delle teorie proposte dalle correnti legate al post-umanesimo e al trans-umanesimo” ha anticipato il vaticanista Fabio Marchese Ragona. Una enciclica che sarà pronta non prima dell’estate. Previsti tre passaggi: la prima bozza è arrivata nelle mani del cardinale Michael Czerny, il porporato gesuita che guida il Dicastero per il servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Il testo passerà al cardinale argentino Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. La versione definitiva sarà poi inviata alla Segreteria di Stato per l’ultima revisione prima della firma di Leone XIV.
Testo che richiama la Rerum Novarum d Leone XIII
I temi sono gli stessi: dignità, giustizia, lavoro, malati, poveri. Conoscendo il rumore che ha sollevato la Rerum Novarum (15 maggio 1891), l’enciclica di Papa Prevost, vista l’assonanza, è molto attesa. Il testo di fine ‘800 lanciava proposte sociali e invitava gli uomini di governo ad osservare la legge morale della giustizia, evitando la guerra di classe, con un aiuto concreto ai meno abbienti, ai poveri e a un dialogo di collaborazione tra padroni e operai.
Fu quella la prima presa di posizione della Chiesa Cattolica di fronte ai problemi del mondo operaio. L’Enciclica di Papa Ravagnoli tendeva da un lato a colpire le classi liberali per lo più anticlericali che dominavano la politica degli Stati europei, dall’altro a sottrarre le masse operaie alla crescente influenza socialista. L’Enciclica ebbe un’enorme risonanza ma sfondava una porta aperta; il socialismo si era già impadronito delle masse. Tuttavia il clima andò mitigando. Papa Leone XIII indisse il Giubileo nel 1900 (non si celebrava ormai da 75 anni) e persino il poeta socialista Giovanni Pascoli lo ricordò nei suoi “Odi e Inni”. Decollava una atmosfera gradualmente conciliante. Sarà così anche stavolta?
