Referendum è scontro, Cassazione: "Autonomia magistratura resti effettiva". La replica di Nordio: "Blasfemo dire che vogliamo limitarla" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei presidenti di Camera e Senato, il primo presidente della Corte Pasquale D’Ascola ha presentato una relazione sull’anno appena trascorso in cui ha attaccato apertamente il referendum sulla giustizia.
Queste le parole di D’Ascola riferite chiaramente alla riforma appena varata dal Governo: “La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale”. Il primo presidente ha aggiunto che “in una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale”.
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha replicato difendendo la riforma costituzionale che separa le carriere di giudice e pm, duplicando il Csm e introducendo un’Alta corte disciplinare. Queste le parole del “padre” della riforma: “Ritengo blasfemo sostenere che la riforma tenda a minare il principio di indipendenza e di autonomia delle toghe”.

Nordio ha parlato poi del dopo referendum: “Auspico che il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza. Abbiamo già detto che vi sono buone ragioni per criticarla, e abbiamo anche aggiunto che le buone ragioni cedono alle ragioni migliori, o almeno a quelle che noi riteniamo essere le migliori. Entrambe possono comunque senza rancori e soprattutto senza retropensieri elettorali. Se il popolo la rifiuterà, resteremo fermi al nostro posto rispettandone la decisione. Se al contrario le confermerà, inizieremo il corso successivo: un dialogo con la magistratura, con il mondo accademico, con l’avvocatura, per elaborare le necessarie norme attuative”.
Anm: “Spiace che Nordio abbia usato il termine blasfemo”
“Mi spiace che sia stato usato il termine blasfemo che io userei per manifestazioni e situazioni differenti da questa. Noi abbiamo delle opinioni che riteniamo fondate e che difendiamo, che hanno la loro dignità”. A dirlo è il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, rispondendo al ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Non mi sento di condividere il termine blasfemo, il ministro lo ha usato, ne prendo atto, ma non mi pare il termine più appropriato, e io non la penso evidentemente così. Molto bello l’intervento del presidente d’Ascola che ha sottolineato l’assoluto centralità in concreto dell’indipendenza della magistratura”.
