Matteo Renzi (Foto Ansa)
“Siamo dentro a un cambio epocale nella storia, si sta riscrivendo l’ordine mondiale dopo Jalta ed è il momento per il centrosinistra di lanciare il grande tema delle primarie, perché i numeri ci dicono che la partita è aperta, ci sono solo due o tre punti di differenza”. Intervistato da Repubblica, il leader di Italia Viva Matteo Renzi rilancia la sfida politica all’interno del campo progressista e invita le opposizioni a costruire un’alternativa al governo partendo dalle idee e dal confronto pubblico.
Secondo Renzi, il centrosinistra “deve caratterizzarsi per le sue proposte”. Per questo, spiega, “noi, come Casa riformista, abbiamo lanciato le primarie delle idee”. Il leader di Italia Viva insiste sulla necessità di affrontare i temi più delicati del dibattito pubblico: “Dobbiamo parlare di giustizia, di sicurezza, di braccialetti elettronici che non ci sono, di tasse che si alzano in un Paese in cui Meloni ha aumentato la pressione fiscale al 43,1%”.
Proprio su fisco e sicurezza, tradizionalmente considerati punti deboli per il campo progressista, Renzi invita a cambiare strategia. “In teoria sono i nostri punti deboli, dobbiamo insistere per trasformarli in punti di forza”, sottolinea.
Il leader di Italia Viva lega poi la politica interna al contesto internazionale. “Se non si risolve la chiusura dello stretto di Hormuz nei prossimi giorni, avremo un impatto significativo sulle persone. Il centrosinistra si deve fare carico di fare proposte per uscire dal caos”, avverte.
Renzi giudica inoltre positiva l’apertura del governo a un confronto con le opposizioni: la proposta di un tavolo di consultazione avanzata dalla premier Giorgia Meloni è, a suo dire, “sacrosanta”, anche se resta “strano che abbia aspettato tanto”.
Sulla crisi energetica conclude: “L’Europa e l’Italia devono ragionare di approvvigionamento energetico, senza bloccare sia le nuove esplorazioni di gas, sia le rinnovabili”.
