(Foto Ansa)
“Meloni è in difficoltà e sta perdendo anche un po’ di lucidità” e “Tajani e Salvini non le fanno paura, ma il problema è che entrambi non controllano più i loro gruppi parlamentari. Ormai è in atto uno sfilacciamento per cui nessuno controlla più nulla”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica, intervenendo sulla legge elettorale, dopo che è stato respinto dall’aula il sub-emendamento delle opposizioni sulle preferenze.
Le parole di Renzi
La lezione, per il centrosinistra, è a suo parere “un messaggio di speranza, scuotiamoci, organizziamo queste benedette primarie e trasformiamole in una festa di popolo” e l’episodio “dimostra che dovremmo andare a elezioni subito”. Quindi, sostiene Renzi, “se restiamo uniti, prendiamo Palazzo Chigi, scegliamo il successore di Mattarella, e scriviamo il primo capitolo della ripartenza della sinistra Europea”.
Tornando sulla legge elettorale, e sull’apertura di Fratelli d’Italia alle preferenze , Renzi ha proseguito così: “Tra la sera di mercoledì e la mattina di giovedì mi risulta che la premier fosse molto tentata, salvo poi far prevalere le ragioni dell’unità della coalizione rispetto al mantenimento della faccia. Ma soffre a dire di no alle preferenze, è combattuta”.
In aula, ha concluso, “ho letto la sua dichiarazione dell’11 marzo del 2014 con la quale incalzava il centrosinistra a introdurle”. Quindi, “abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che Meloni si rimangia tutto”.
