Il vice premier Matteo Salvini (Foto Ansa)
“Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa”. Così, a margine di una visita al Villaggio olimpico, ieri il vice premier e ministro ai Trasporti Matteo Salvini ha commentato il fermo dell’assistente capo di Polizia Carmelo Cinturrino, accusato dell’omicidio volontario del 28enne marocchino Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio durante un’operazione antispaccio a Rogoredo, alla periferia di Milano.
“Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e fiducia nelle forze dell’ordine – ha concluso -. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”.
Sulla stessa linea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: “Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto ‘boschetto della droga’ di Rogoredo. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine. Provo profonda rabbia all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa possa “sporcare” il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni”.
Dura la reazione dell’opposizione. “La presidente Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini, deve chiedere scusa agli italiani per le bugie raccontate al solo scopo di criminalizzare i magistrati e alimentare la loro campagna referendaria. Il caso del poliziotto di Rogoredo ne è un drammatico esempio”, ha tuonato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
Sulla stessa linea la senatrice di Italia Viva Raffaella Paita:
“Chi è garantista non ha commentato l’arresto dell’agente coinvolto nella sparatoria di Rogoredo, perché noi aspettiamo le sentenze, non commentiamo le indagini. Peccato non si possa dire lo stesso di Giorgia Meloni, che ora prova a mettere una toppa alle sue dichiarazioni sul caso: ci ricordiamo infatti bene quando sosteneva che fosse illecita perfino l’indagine, dovuta, sul poliziotto presunto autore del reato. Almeno chieda scusa”.
La segretaria dem Elly Schlein ha aggiunto: “Il quadro che emerge dalle indagini ci fa molto riflettere. È una tragedia su cui si è innestata una speculazione politica da parte della presidente Meloni e del vicepremier Matteo Salvini”.
