(Foto Ansa)
“Tutto mi divide da Pedro Sánchez, però la tassa sugli utili bancari ideata dalla Spagna è una prova sul campo che dimostra che si può fare”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in un’intervista a Milano Finanza, spiegando la proposta della Lega di chiedere alle grandi banche un contributo del 5% sugli utili.
Le parole di Salvini
“Non significa penalizzare il settore né mettere in discussione la sua solidità, ma chiedere a chi ha guadagnato di più di contribuire un pò di più”, aggiunge. Per Salvini è “un principio di equità: in anni in cui famiglie e imprese hanno pagato tassi di interesse molto più elevati, il sistema bancario ha realizzato utili record”.
Il vicepremier apre anche a chiedere un contributo sugli extra profitti petroliferi: “Anche il settore dell’energia ha approfittato di una congiuntura molto favorevole, tuttavia qualcosa ha già versato. In ogni caso non ci opporremmo a un ulteriore contributo”.
Tra le priorità della prossima manovra Salvini indica le pensioni e la flat tax. “Stiamo studiando un cambiamento che potrebbe essere definitivo, consentendo la pensione anticipata a 64 anni per tutti, a patto di accedervi con il sistema contributivo”.
Poi sul tema delle agevolazione per le partite Iva ribadisce “la possibile estensione a 100mila euro della flat tax forfettaria per autonomi. Fino a oggi la Ue si è opposta, ma ci riproveremo”.
Infine Mps. Salvini ricorda che “il Monte dei Paschi di Siena è la più antica banca del mondo e quindi non può essere trattata come ‘una banca normale'” e auspica che siano “preservati la storia, l’identità e i dipendenti”.
Sul risiko bancario aggiunge: “Non sono convinto che la creazione di mega-gruppi sempre più grandi e sempre più distanti dalle esigenze dei territori abbia portato particolari vantaggi ai correntisti e alle nostre piccole e medie imprese. Per questo guardiamo con interesse alla possibilità che si creino più poli bancari, tutelando storia, autonomia, occupazione e legame con i territori”.
