(Foto Ansa)
La reazione di Boris Johnson all’attacco russo di ieri contro un treno ucraino diretto verso il confine con la Polonia trova ampio spazio sulla stampa britannica. Il convoglio è stato colpito pochi minuti dopo il passaggio di un altro treno sul quale viaggiava l’ex premier conservatore britannico, storico sostenitore di Volodymyr Zelensky, di ritorno da Kiev insieme al generale americano in pensione David Petraeus, ex direttore della Cia, e ad altri esponenti occidentali.
Alcuni giornali britannici parlano di “pericolo scampato per poco” e di “paura” per Johnson e gli altri passeggeri. L’ex premier, sul suo profilo X, ha denunciato “la logica perversa di un attacco a una locomotiva ferma in stazione” e più in generale gli “attacchi casuali e insensati di Putin”. Johnson si è detto ancora convinto che “gli ucraini vinceranno la guerra, come ci apparso di nuovo chiaro nei tre giorni appena trascorsi in questo meraviglioso Paese”, chiedendo però all’Europa “cosa aspetti” a confiscare gli asset russi congelati all’estero e a destinare le risorse a Kiev. Il Belgio, ha ricordato, custodisce asset per “140 miliardi di sterline”, mentre il Regno Unito ne detiene “10 miliardi”: denaro che, a suo avviso, potrebbe aiutare a “fine a questa orribile guerra molto più velocemente”.
Kallas: “”È chiaramente un tentativo di spaventare i Paesi occidentali”
Sul caso è intervenuta anche l’alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas. “È chiaramente un tentativo di spaventare i Paesi occidentali per dissuaderli dal sostenere l’Ucraina, dall’andare in Ucraina per manifestare il proprio sostegno: penso che dovremmo agire esattamente al contrario”, ha dichiarato.
Rutte: “L’attacco mostra quanto Putin sia diventato disperato”
Per il segretario generale della Nato Mark Rutte, l’attacco “mostra quanto Putin sia diventato disperato”. “Pensa di poterci impedire di sostenere l’Ucraina e di poter minare la nostra unità. Si sbaglia”, ha aggiunto.
Anche Antonio Tajani ha parlato di un “altro segnale della Russia che dice: ‘Attenzione, non aiutate troppo l’Ucraina’”. Il ministro ha sottolineato che Mosca “fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente”, invitando però a mantenere “fermezza” senza perdere la capacità “di mediazione, di dialogo”. “Certamente non ci facciamo intimidire”, ha detto, ribadendo il sostegno italiano all’Ucraina e l’auspicio di colloqui tra Putin e Zelensky, anche con una possibile mediazione americana, indiana o cinese.
