Trump, le minacce agli alleati europei: "Via dalla Nato e basta armi all'Ucraina" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Donald Trump minacciò di interrompere la fornitura di armi all’Ucraina per esercitare pressioni sugli alleati europei affinché si unissero a una “coalizione dei volenterosi” per riaprire lo Stretto di Hormuz. A scriverlo è il Financial Times. Il presidente Usa, nel mese scorso chiese alla Nato di aiutarlo a riaprire lo stretto, ma fu respinto dalle capitali europee. Trump rispose minacciando di interrompere le forniture al Purl, l’iniziativa della Nato per l’approvvigionamento di armi all’Ucraina finanziata dai Paesi europei.
Dopo la minaccia, e su sollecitazione del segretario generale della Nato Mark Rutte, un gruppo di paesi, tra cui i membri chiave dell’alleanza Francia, Germania e Regno Unito, ha rilasciato il 19 marzo una dichiarazione concordata in tutta fretta, in cui si affermava: “Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”. A raccontare la vicenda al Financial Times sono stati tre funzionari informati sulle discussioni. Uno di loro ha dichiarato: “È stato Rutte a insistere sulla dichiarazione congiunta perché Trump aveva minacciato di ritirarsi dal Purl e dall’Ucraina in generale. La dichiarazione è stata quindi redatta in fretta e altri Paesi si sono uniti in seguito perché non c’era abbastanza tempo per invitare tutti a firmare immediatamente.”

Per Trump la Nato è una “tigre di carta”
Gli Stati Uniti di Donald Trump starennero quindi seriamente considerando il ritiro dalla Nato. Se poi questo scenario sia possibile è un’altra storia: Trump dovrebbe autorizzare sé stesso a lasciare la coalizione con il Congresso Usa pronto a fargli la guerra per scongiurare l’abbandono Usa dalla Nato.
Donald Trump si dice tuttavia “disgustato” dall’Alleanza Atlantica e minaccia uno scenario che ridisegnerebbe la cooperazione militare che ha garantito la sicurezza del Vecchio Continente per 80 anni. Irritato da quella che percepisce come una mancanza di sostegno alla guerra in Iran, il tycoon ha definito al Telegraph la Nato una “tigre di carta”, aggiungendo che “anche il presidente Putin lo sa”, in quella che appare come una chiara stoccata con riferimento all’Ucraina, il Paese aggredito da Mosca che l’Europa da sola avrebbe difficoltà a difendere.
Le tante stoccate di Trump alla Nato
L’ennesimo attacco da Washington arriva al termine di settimane di critiche verso l’alleanza: da quando è iniziata la guerra in Iran, il tycoon quasi quotidianamente ha bacchettato i partner europei, prendendo di mira soprattutto il Regno Unito, con il quale gli Stati Uniti sono legati da una “relazione speciale” sempre più in crisi. Pur essendosi in qualche modo abituati ai toni e alle dichiarazioni e alle provocazioni di Trump, le parole del commander-in-chief rappresentano comunque l’ennesima doccia fredda per gli alleati europei. La Nato è l’alleanza militare “più efficace al mondo”, ha replicato il premier britannico Keir Starmer difendendola a spada tratta. “In termini di sicurezza e difesa, ovviamente siamo impegnati a mantenere un forte legame transatlantico, che rimane cruciale per la nostra sicurezza. Insieme siamo più forti, e in questo l’Alleanza è fondamentale”, gli ha fatto eco un portavoce della Commissione Ue.
Trump non è nuovo a provocazioni e, in un certo senso, l’alleanza ha sviluppato in questi ultimi mesi (ed anche anni, dato che anche nella prima presidente il tycoon attaccò a più riprese la Nato ndr) una sorta di tolleranza nei suoi confronti. Per Mark Rutte il ventilato minacciato addio americano è una nuova sfida da affrontare con estrema prudenza. Lui finora è riuscito a divincolarsi e ad entrare nelle grazie di Trump, pur facendo – secondo indiscrezioni – “irritare” alcune capitali europee con il suo sostegno alla guerra in Iran. Non è la prima volta che il commander-in-chief usa toni denigratori e minacce di ritiro dallo Nato.
