Ultimo sondaggio sul referendum di marzo. Il sì è in vantaggio ma la vittoria dipenderà dall'affluenza stimata ben sotto il 40% (Fonte Ansa)- Blitz Quotidiano
Ultimo sondaggio sul referendum sulla riforma della giustizia (22-23 marzo): il sì è per ora in vantaggio di cinque punti percentuali su una affluenza (modesta) stimata sotto il 40%; cioè si prevede che alle prossime urne si presenteranno meno elettori di quanti se ne sono registrati nel 2016 con il referendum costituzionale targato Matteo Renzi. Dieci anni fa l’affluenza fu del 65,47%, stavolta tutti i sondaggisti vedono un calo importante. Tra questi Antonio Noto, direttore della agenzia dell’Istituto Indipendente IPR Marketing, da tempo consulente di giornali e tv.
Il famoso sondaggista siciliano conferma quello che altri istituti hanno affermato e cioè che in questo momento “non è possibile fare una previsione precisa. Tuttalpiù i sondaggi al momento possono dirci l’orientamento degli intervistati e poco più.” Il sondaggio “Only Numbers” per Porta a Porta ha anch’esso assegnato il vantaggio al sì ma con un margine che si assottiglia con il passare dei giorni.
La scarsa affluenza dannosa per il sì
Antonio Noto precisa: “La scarsa affluenza rischia di penalizzare soprattutto i fautori del sì”. Ha detto a Luca Fazzo: “C’è un popolo del referendum che in questi anni è andato a votare sempre e comunque, anche quando era chiaro che il quorum non si sarebbe raggiunto. È uno zoccolo duro che vota per ideologia ed è composto da elettori quasi tutti di sinistra. Dall’altra parte c’è un elettorato di centrodestra più timido, meno motivato a recarsi alle urne. Se c’è una strategia che dovrebbe attuare il centrodestra è quella di spingere i propri elettori a votare”.

Non c’è ancora una campagna elettorale reale
Ad un mese e mezzo dal referendum non c’è ancora una campagna elettorale consistente. I cittadini hanno capito poco di quale sia l’oggetto del referendum. I più ignorano i contenuti dei 6 quesiti. Ecco perché deciderà tutto l’affluenza alle urne.
I partiti mobilitati
Una volta avuta la certezza di andare a votare i partiti hanno spinto sull’acceleratore. Elly Schlein dopo un periodo di tentennamento si è buttata anima e corpo nella campagna referendaria contro la riforma Nordio. Elly parla di frequente con i sondaggisti per capire l’aria che tira. E ha ricevuto risposte rassicuranti. Esempio: il centrodestra ha enfatizzato gli errori dei magistrati dopo i fatti di Torino e questo non paga, anzi, dicono sempre i sondaggisti, tutto ciò spinge il cosiddetto “popolo della sinistra” a mobilitarsi e a recarsi alle urne per votare no. Oltretutto la segretaria del Pd ha abbandonato l’atteggiamento iniziale (prudente) anche per non farsi scavalcare da Conte che sembra volersi impossessare della leadership del fronte del no. Sull’altra sponda muove i primi passi la campagna azzurra: già organizzati 350 eventi in 30 città “per spiegare i contenuti della Riforma”, come ha detto il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè di Forza Italia.
