Sarah era stata già molestata da zio Michele. Strangolata perché lo aveva respinto

Pubblicato il 8 Ottobre 2010 20:49 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2010 21:11

La salma di Sarah Scazzi, composta in una bara bianca a bordo di un carro funebre, è stata accolta ad Avetrana da un lunghissimo applauso della gente e da alcune persone che scandivano il nome della ragazza. I funerali si svolgeranno domani, 9 ottobre, alle ore 15.30 al campo sportivo comunale di Avetrana.

Ha parlato per ore e ha raccontato i minimi particolari della morte della giovane Sarah Scazzi. Michele Misseri, lo zio accusato di aver ucciso la ragazza di Avetrana, durante l’interrogatorio per la convalida del fermo ha confermato: “Mi ha respinto e l’ho strangolata”. Sono bastate queste parole e il giudice ha convalidato il fermo dello zio reo confesso, contestandogli i reati di sequestro di persona, omicidio volontario, vilipendio e occultamento di cadavere.

A riferire i particolari dell’interrogatorio il legale dell’agricoltore, Daniele Galoppa, che ora punta sul raptus di follia e chiede che il suo assistito venga sottoposto a controllo psichiatrico. Il 26 agosto la ragazza “era arrivata, per andare al mare con Sabrina, mentre Misseri – spiega l’avvocato – era impegnato nel garage adiacente alla casa, a tentare di mettere in moto un trattore che non partiva. Come avveniva spesso, Sarah era andata a salutare lo zio”.

A questo punto, sempre secondo quanto riporta il legale “Misseri l’aveva toccata nelle parti intime, la ragazzina l’aveva respinto e, nel farlo, si era girata di spalle. L’uomo, in preda a un raptus, con la stessa corda che teneva tra le mani per il lavoro che stava facendo l’ha strangolata”.

A confermare la causa della morte la stessa autopsia. Resta da accertare se, come ha confessato l’indagato, sia stata anche violentata dopo il decesso.

Ma un’altra dichiarazione del presunto assassino sconvolge: “L’avevo già toccata un’altra volta”. Con questa frase forse si spiegano l’irrequietezza, i silenzi, la voglia di andare via e scomparire nel nulla di Sarah. Atteggiamenti che in un primo momento avevano fatto supporre che la quindicenne si fosse allontana da casa di propria volontà.

Dopo questa affermazione l’avvocato difensore ha ipotizzato che la Scazzi, che prima di scomparire era apparsa alla famiglia “diversa”, potrebbe aver raccontato in confidenza delle molestie a cui l’aveva costretta lo zio. Giovedì scorso alla “Vita in diretta” anche il fratello della vittima, Claudio, aveva parlato di precedenti avance, sostenendo che la ragazza si era lamentata con Sabrina, proprio il giorno prima di sparire. Sabrina però ha negato.

Il legale però sostiene che la deposizione del suo assistito sia credibile solo “quando parla della fasi successive all’omicidio. Le grosse incongruenze  si hanno soprattutto quando racconta il momento in cui ha commesso l’omicidio. Oggi ha detto anche in qualche circostanza di non ricordare”. Quale ragionevole dubbio vuole incutere Galloppa? Che Misseri non abbis agito da solo o che non sia stato lui ad ucciderla?

Le indagini intanto proseguono e secondo fonti investigative, Misseri avrebbe usato violenza sul cadavere della nipote in un casolare diroccato in aperta campagna, ad alcune centinaia di metri dal garage di casa in cui ha ucciso la 15enne.

Nei pressi del casolare, vicino ad un albero di fico, l’uomo avrebbe poi bruciato i vestiti di Sarah. In seguito l’agricoltore avrebbe rimesso il corpo di Sarah in automobile per recarsi nel podere a due chilometri dal paese dove lo ha seppellito nella cisterna di acqua piovana interrata.

In tutto questo c’è un piccolo giallo relativo al luogo nel quale lo zio avrebbe ucciso Sarah. Il garage, adiacente all’abitazione del presunto omicida e nel quale la ragazza è stata strangolata, non è mai stato posto sotto sequestro, come è prassi in casi simili per le scene del crimine. Sul motivo della decisione gli inquirenti mantengono le bocche cucite, facendo intendere che comunque c’è una motivazione legata alle indagini.