3 attività molto comuni aiutano a rallentare l'invecchiamento del cervello (blitzquotidiano.it)
Non solo alimentazione e attività fisica, ma anche come stimoliamo la mente ogni giorno può fare la differenza nel modo in cui il cervello invecchia. Una nuova ricerca internazionale suggerisce che attività apparentemente semplici come ballare, leggere, suonare uno strumento o giocare ai videogame potrebbero essere associate a un cervello “più giovane” rispetto all’età anagrafica.
Attività creative e salute del cervello: cosa dice la ricerca
Da tempo gli studi indicano che mantenere il cervello attivo aiuta a preservarne le funzioni. Attività creative come l’arte, la musica, la danza, la lettura o persino il giardinaggio sono state associate a migliori capacità cognitive con l’avanzare dell’età. La novità emersa da una recente ricerca pubblicata su Nature Communications è che queste attività potrebbero essere collegate non solo a un miglior funzionamento mentale, ma anche a un rallentamento dell’invecchiamento biologico del cervello.
Secondo i ricercatori, le persone impegnate da anni in attività creative mostrano schemi di attività cerebrale simili a quelli di individui più giovani, anche a parità di età, istruzione e condizioni di salute.
Come si misura l’età del cervello

Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno analizzato i dati di oltre 1.400 partecipanti provenienti da 13 Paesi diversi. Il gruppo includeva ballerini esperti di tango, musicisti, artisti visivi e giocatori abituali di videogame strategici.
La parte più innovativa dello studio riguarda l’uso dei cosiddetti “orologi cerebrali”, modelli matematici che stimano l’età del cervello sulla base dell’attività elettrica cerebrale. Attraverso esami come elettroencefalogramma (EEG) e magnetoencefalografia (MEG), gli algoritmi imparano come cambia il cervello con l’età e calcolano se quello di una persona appare più “vecchio” o più “giovane” rispetto alla sua età reale.
La differenza tra età anagrafica ed età stimata del cervello viene chiamata “brain age gap”: un valore negativo indica un cervello che invecchia più lentamente.
I risultati: cervello più giovane per chi coltiva la creatività
I dati emersi sono particolarmente interessanti. In media, le persone con un coinvolgimento di lunga durata in attività creative presentavano un’età cerebrale stimata da 4 a 7 anni più giovane rispetto ai coetanei non esperti. Questo effetto era evidente in aree del cervello particolarmente sensibili all’invecchiamento, come quelle legate all’attenzione, alla coordinazione e al processo decisionale.
Un aspetto rilevante è che il beneficio non sembrava dipendere da un’unica attività. Danza, musica, arti visive e videogame strategici mostravano effetti simili, suggerendo che forme diverse di creatività possono convergere sugli stessi benefici cerebrali.
Anche poche settimane possono fare la differenza
Lo studio ha evidenziato un altro punto importante: non è necessario essere esperti da una vita per osservare effetti positivi. In un sottogruppo di partecipanti, persone senza esperienza precedente nei videogame hanno seguito un training intensivo di circa 30 ore con un gioco di strategia complesso.
Al termine del periodo, gli esami mostravano un cervello “ringiovanito” di circa tre anni, accompagnato anche da miglioramenti dell’attenzione. Questo suggerisce che il cervello adulto conserva una notevole plasticità, cioè la capacità di adattarsi e cambiare anche in tempi relativamente brevi.
Perché le attività creative fanno bene al cervello
Le attività creative hanno una caratteristica comune: stimolano il cervello su più livelli contemporaneamente. Richiedono concentrazione, memoria, coordinazione motoria, coinvolgimento emotivo e spesso anche interazione sociale. A differenza di compiti ripetitivi, costringono la mente a uscire dagli schemi abituali e a trovare soluzioni nuove.
Secondo gli esperti, questo tipo di stimolazione favorisce la creazione di una riserva cognitiva, una sorta di “cuscinetto” che rende il cervello più resistente agli effetti dell’invecchiamento e, potenzialmente, alle malattie neurodegenerative.
Un investimento che inizia prima della vecchiaia
Un elemento particolarmente interessante è che i benefici non riguardano solo le persone anziane. I ricercatori sottolineano come coltivare interessi creativi in età giovane o adulta possa rappresentare una strategia preventiva a lungo termine.
Costruire abitudini stimolanti nel corso della vita significa preparare il cervello ad affrontare meglio le sfide cognitive future. In questo senso, la creatività non è solo un passatempo, ma un vero e proprio investimento sulla salute mentale.
Non serve essere artisti o professionisti
Un messaggio chiave emerso dallo studio è che non conta il livello di abilità, ma l’impegno e la costanza. Non è necessario suonare in un’orchestra o essere ballerini professionisti per ottenere benefici. Anche attività svolte per piacere personale, senza ambizioni di performance, possono stimolare il cervello in modo significativo.
L’importante è scegliere qualcosa che susciti curiosità o divertimento, perché solo ciò che piace davvero ha maggiori probabilità di diventare parte della routine quotidiana.
Come iniziare a coltivare un’attività creativa
Avvicinarsi a un’attività creativa non richiede grandi stravolgimenti. Spesso basta riscoprire interessi messi da parte o concedersi il permesso di provare qualcosa di nuovo senza aspettative. Biblioteche, centri culturali, corsi online e associazioni locali offrono molte opportunità accessibili.
Ciò che fa la differenza è la regolarità, non la perfezione. Anche dedicare poco tempo, ma in modo continuativo, può contribuire a mantenere il cervello attivo e flessibile.
