Semi di ricino (foto Blitzquotidiano.it)
La ricina è una proteina altamente tossica presente nei semi della pianta ricino, nota anche come ricino. Si tratta di una sostanza naturale estremamente velenosa: anche piccolissime quantità possono risultare letali se ingerite, inalate o iniettate.
Origine e caratteristiche
- La ricina si estrae dai semi di ricino, utilizzati anche per produrre olio di ricino, dal quale però viene rimossa la tossina.
- È una proteina globulare, classificata come tossina vegetale.
- Funziona bloccando la sintesi proteica nelle cellule, causando morte cellulare e danni agli organi principali.
Vie di esposizione e sintomi
La ricina può entrare nel corpo attraverso:
- Ingestione: ingerire i semi o prodotti contaminati.
- Inalazione: polvere o aerosol contenenti la tossina.
- Iniezione: rare ma gravissime, ad esempio in contesti criminali.
I sintomi variano a seconda della via di esposizione e possono includere:
- Nausea, vomito e diarrea (ingestione)
- Difficoltà respiratorie, tosse, febbre (inalazione)
- Danno agli organi, insufficienza d’organo, shock
- In casi gravi, morte entro 36-72 ore
Uso e pericolo
- La ricina è stata studiata come arma biologica per la sua elevata tossicità e facilità di estrazione dai semi.
- Non esiste un antidoto specifico: il trattamento consiste principalmente in supporto medico intensivo e gestione dei sintomi.
Prevenzione
- Evitare l’ingestione dei semi di ricino crudi.
- Manipolare con attenzione qualsiasi estratto vegetale sospetto.
- Segnalare immediatamente esposizioni accidentali alle autorità sanitarie.
