Fuga dal matrimonio. Ci si sposa sempre meno (-5.9% nel 2025) e sempre più tardi. Ad aumentare, solo la spesa (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Ci si sposa sempre meno, soprattutto con rito religioso, e sempre più tardi. Diminuiscono anche unioni civili, separazioni e divorzi. A rilevarlo è l’Istat con il suo ultimo report.
Spese aumentate dell’11%
Nel 2024 sono stati celebrati in Italia 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. Il calo più consistente è nel Mezzogiorno (-8,3%) e nel Centro (-5%) mentre nel Nord si ha una flessione meno accentuata (-4,3%).

Anche i dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 registrano un’ulteriore diminuzione dei matrimoni (-5,9%). Pesano senz’altro i costi proibitivi per organizzare l’evento: quest’anno le spese sono aumentate dell’11%.
A influenzare il calo delle nozze è, secondo l’Istat, soprattutto la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente.
Ma anche i cambiamenti culturali, come la progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio) che possono costituire sia un’alternativa stabile al matrimonio sia una forma di convivenza transitoria che può precedere le nozze.
Ci si sposa sempre più tardi
I matrimoni religiosi presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11,4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo. Nel 2024, infatti, il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, in continuità con il valore dell’anno precedente (58,9%).
Sul fatto che ci si sposa sempre più tardi, l’Istat lo motiva con l’allungamento dei percorsi di formazione, le difficoltà di ingresso e permanenza nel mondo del lavoro e la conseguente posticipazione dell’uscita dalla famiglia di origine.
Sul rinvio del primo matrimonio, inoltre, incide anche la diffusione delle convivenze prematrimoniali. La tendenza al rinvio porta l’età media alle prime nozze a 34,8 anni per gli uomini (+0,1 decimi di anno sul 2023) e a 32,8 anni per le donne (+0,1).
