Pressione alta, oltre 500mila morti all'anno potrebbero essere evitate controllandola meglio (blitzquotidiano.it)
Migliorare la gestione dell’ipertensione potrebbe prevenire oltre 518mila decessi cardiovascolari ogni anno. È quanto stima una nuova analisi presentata negli Stati Uniti, che evidenzia le opportunità offerte dalla prevenzione e dall’accesso alle cure.
Controllare meglio la pressione arteriosa potrebbe contribuire a evitare oltre 500mila morti per malattie cardiovascolari ogni anno. È la stima al centro di una nuova analisi presentata nell’ottobre 2026 alle sessioni scientifiche dell’American Heart Association dedicate all’ipertensione.
Secondo i ricercatori, migliorare il controllo della pressione alta potrebbe evitare 518.476 decessi cardiovascolari all’anno nei 20 Paesi analizzati. Si tratta, però, di una stima ottenuta attraverso un modello matematico, non del numero di morti effettivamente evitate dopo un intervento di prevenzione. I risultati sono preliminari e non sono ancora stati pubblicati in una rivista scientifica con revisione tra pari.
La ricerca mette in evidenza un problema importante per la salute pubblica: l’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio modificabili per infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari, ma in molti Paesi una quota consistente delle persone che ne soffrono non raggiunge valori pressori adeguatamente controllati.
Ipertensione, oltre 518mila morti evitabili secondo la stima
Lo studio ha analizzato i dati sanitari di 20 Paesi a reddito medio-alto e medio-basso, selezionati tra quelli con un elevato numero di decessi per malattie non trasmissibili.
I ricercatori hanno stimato quante vite potrebbero essere salvate aumentando la diffusione di sei interventi preventivi: controllo della pressione arteriosa, trattamento del colesterolo elevato con statine quando indicato, gestione della glicemia nelle persone con diabete e screening per i tumori del colon-retto, della mammella e della cervice uterina.
Per effettuare le stime, il modello ha ipotizzato di portare la copertura di questi servizi ai livelli raggiunti dai sistemi sanitari statunitensi con le migliori prestazioni, pari a circa l’80% delle persone eleggibili.
Il controllo dell’ipertensione è risultato l’intervento con il maggiore impatto stimato sulla mortalità cardiovascolare, con 518.476 decessi in meno all’anno. Seguono il trattamento con statine, con 340.682 decessi cardiovascolari in meno, e una migliore gestione della glicemia nelle persone con diabete, con 309.520 decessi in meno.
Queste cifre rappresentano stime distinte del modello e non devono essere sommate automaticamente. L’obiettivo dell’analisi è confrontare il potenziale impatto dei diversi interventi preventivi, non descrivere risultati già ottenuti nella popolazione.
Perché la pressione alta è così pericolosa?
L’ipertensione è una condizione in cui la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie rimane elevata nel tempo. Se non viene riconosciuta e trattata adeguatamente, può danneggiare progressivamente i vasi sanguigni e aumentare il rischio di diverse malattie.
Tra le principali complicanze ci sono l’infarto, l’ictus, lo scompenso cardiaco e la malattia renale cronica. L’ipertensione è inoltre associata a un maggiore rischio di altre complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari.
Uno degli aspetti più insidiosi è che spesso non provoca sintomi riconoscibili. Una persona può avere la pressione alta per anni senza avvertire disturbi particolari, mentre il danno ai vasi sanguigni prosegue. Per questo misurare la pressione è importante anche quando ci si sente bene.
Solo un adulto su cinque ha la pressione sotto controllo
Tra i risultati dell’analisi emerge un dato significativo: nei 20 Paesi considerati, soltanto circa un adulto su cinque con ipertensione aveva valori pressori inferiori a 140/90 mmHg.
Il problema non riguarda soltanto la disponibilità dei farmaci. Entrano in gioco anche la possibilità di accedere regolarmente ai servizi sanitari, la diagnosi tempestiva, la continuità delle cure e il monitoraggio nel tempo.
I ricercatori hanno rilevato opportunità di miglioramento particolarmente ampie nei Paesi a reddito medio-basso. L’analisi, tuttavia, non comprendeva Paesi a basso reddito e non individua strategie specifiche per superare gli ostacoli all’accesso alle cure. I risultati non possono quindi essere trasferiti automaticamente a ogni Paese o sistema sanitario.
Pressione alta, quali valori bisogna conoscere?
La pressione arteriosa viene espressa attraverso due numeri: la pressione sistolica, o massima, e la pressione diastolica, o minima.
Le linee guida statunitensi AHA/ACC del 2025 indicano come obiettivo generale del trattamento, per molti adulti con ipertensione, valori inferiori a 130/80 mmHg, con eventuali adattamenti in base alle condizioni individuali.
Una misurazione isolata, però, non è sufficiente per diagnosticare l’ipertensione. I valori possono cambiare in base all’attività fisica, allo stress, al dolore, alla caffeina e alle modalità di misurazione. Per questo la diagnosi richiede una valutazione clinica e, quando indicato, misurazioni ripetute a domicilio o un monitoraggio pressorio delle 24 ore.
Se la pressione risulta ripetutamente elevata, è opportuno parlarne con il medico, senza aspettare la comparsa di sintomi.
Come ridurre il rischio cardiovascolare e tenere sotto controllo la pressione

La prevenzione dell’ipertensione e delle sue complicanze passa da una combinazione di abitudini quotidiane, controlli e, quando necessario, farmaci prescritti dal medico.
Limitare il sale. Un consumo eccessivo di sodio può contribuire ad aumentare la pressione arteriosa. È utile prestare attenzione non soltanto al sale aggiunto a tavola, ma anche a quello contenuto in alimenti confezionati, salumi, formaggi stagionati e prodotti molto trasformati.
Seguire un’alimentazione equilibrata. Un modello alimentare ricco di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e frutta a guscio, con un consumo moderato di alimenti ricchi di sale e grassi saturi, può contribuire alla salute cardiovascolare. Il modello DASH, studiato specificamente per la pressione alta, è uno degli approcci alimentari di riferimento.
Praticare attività fisica regolarmente. Camminata veloce, bicicletta, nuoto e altre attività aerobiche possono aiutare a migliorare il controllo pressorio. Per gli adulti, le linee guida raccomandano generalmente almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica di intensità moderata, adattando il programma alle condizioni personali.
Controllare il peso, se necessario. Nelle persone con sovrappeso o obesità, una riduzione ponderale può favorire un miglioramento della pressione arteriosa e di altri fattori di rischio.
Non fumare e limitare l’alcol. Il fumo aumenta il rischio cardiovascolare, mentre il consumo di alcol può contribuire all’aumento della pressione. Ridurre o evitare queste esposizioni è parte della prevenzione.
Seguire le terapie prescritte. Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti o il rischio clinico lo richiede, i farmaci antipertensivi sono fondamentali. Non vanno sospesi o modificati autonomamente anche quando le misurazioni tornano nella norma.
