Isole gemelle meravigliose - (blitzquotidiano.it)
Dalle atmosfere autentiche alle spiagge incontaminate, viaggio tra le isole: biodiversità, storia coloniale e spiritualità millenaria
Le isole rappresentano un lato meno noto ma non meno affascinante di questi luoghi, dove si intrecciano storie di colonizzazione, quarantene, vita rurale e biodiversità marina. In un Paese dove il progresso tecnologico e l’urbanizzazione sono all’avanguardia, questi territori offrono un prezioso rifugio di natura e cultura, dimostrando come Singapore sappia coniugare dinamismo economico e rispetto per il proprio patrimonio naturale e storico.
Un tesoro naturale e culturale fatto di isole incantevoli, ricche di storia, biodiversità e fascino unico. Queste isole, parte integrante dell’arcipelago, rappresentano un perfetto equilibrio tra passato e presente, natura e urbanizzazione, leggende e scienza.
Un patrimonio tra storia e natura
Quando si pensa a Singapore, la mente corre immediatamente alle sue architetture futuristiche, al rigore urbano e all’aria condizionata onnipresente. Tuttavia, al di là di questo volto moderno, la città-Stato del sud-est asiatico custodisce questi tesori. Conosciuta come la “Città del Leone” e fondata ufficialmente nel 1819 da Thomas Stamford Raffles, Singapore si sviluppa su una superficie di circa 735 km², distribuita sull’isola principale e su 58 isolotti minori, molti dei quali disabitati. Nonostante la densità abitativa tra le più alte al mondo e un PIL pro capite tra i più elevati (oltre 133.000 dollari nel 2024),
Situata a nord-est dell’isola principale, Pulau Ubin rappresenta una delle ultime testimonianze del passato rurale di Singapore. Questo isolotto granitico, percorribile attraverso strade sterrate immerse tra palme da cocco e vecchie cave d’acqua piovana, è un vero e proprio salto indietro nel tempo. Qui, l’architettura si limita a semplici palafitte di legno e tetti in lamiera ondulata, lontano dal cemento e dall’acciaio della città.
Parte delle Southern Islands, St John’s Island è nota per la sua storia complessa e affascinante. Nell’Ottocento, l’isola fu utilizzata come stazione di quarantena per migranti asiatici, una funzione che ha lasciato tracce nell’architettura sobria e nei vecchi moli. Oggi è sede del National Marine Laboratory, un centro scientifico all’avanguardia dedicato allo studio degli ecosistemi marini del Sud-est asiatico.
Conosciuta oggi come polo del divertimento e del turismo, Sentosa nasconde un passato ben più cupo. Originariamente chiamata Pulau Blakang Mati, “l’isola della morte dietro”, per via delle epidemie e della pirateria che la minacciavano, durante la Seconda Guerra Mondiale divenne un importante fortino britannico con il Fort Siloso, ancora visitabile con i suoi tunnel e bunker.

Le Sisters’ Islands sono due isolotti gemelli circondati da correnti intense, che secondo una leggenda locale nacquero dal sacrificio di due sorelle durante una tempesta. L’area, oggi primo parco marino nazionale del paese, ospita barriere coralline con oltre 250 specie di coralli duri e una straordinaria varietà di fauna marina, dai cavallucci marini agli squali tappeto.
Collegata a St John’s Island da una sottile lingua asfaltata, Lazarus Island è un piccolo paradiso ancora relativamente segreto per i turisti. La sua spiaggia, caratterizzata da sabbia finissima e acque che passano dal turchese al blu intenso, offre un’atmosfera di pace e isolamento, ben lontana dal caos cittadino. Qui le costruzioni sono quasi inesistenti, lasciando spazio solo a palme, vegetazione costiera e cielo aperto.
Infine, Kusu Island è un luogo di forte significato spirituale, dove convivono armoniosamente templi taoisti e santuari malesi islamici. La leggenda vuole che l’isola sia nata da una tartaruga gigante che si trasformò per salvare due naufraghi, simbolo di protezione e unione. Il tempio taoista Tua Pek Kong, risalente al 1923, e i tre santuari islamici raggiungibili tramite una scalinata centrale, sono meta di pellegrinaggi e testimonianza della pluralità culturale di Singapore.
