Un borgo tra acqua, storia e artigianato(www.blitzquotidiano.it)
Tra le pieghe incontaminate dell’Appennino marchigiano si cela un gioiello che incanta i visitatori per la sua unicità.
Situato nella provincia di Macerata, tra i monti Primo, Gemmo e Gualdo, Pioraco sorge lungo il corso del fiume Potenza e del suo affluente Scarsito, in una valle che fino al XVII secolo ospitava bacini lacustri oggi scomparsi. Le case del borgo sembrano aggrapparsi ai canali, attraversati da ponticelli che sfiorano le acque limpide di questi corsi d’acqua, creando un’atmosfera sospesa nel tempo. Qui, l’acqua ha dettato ritmi di vita, profumi e mestieri, in particolare quello legato alla produzione della carta, che costituisce il cuore pulsante della comunità.
Il connubio tra natura e lavoro si traduce in una realtà molto concreta: nessuna gondola in vista, ma un’attività industriale che affonda le radici nel Trecento. La tradizionale fabbricazione della carta è ancora oggi un motore economico, realizzata su scala industriale dalle Cartiere Miliani Fabriano, parte del gruppo Fedrigoni, che mantiene viva una storia secolare di maestria artigianale.
Il Museo della Carta e della Filigrana e le meraviglie storiche
Il Museo della Carta e della Filigrana è la tappa imprescindibile per chi vuole comprendere a fondo il legame tra Pioraco e la produzione cartaria. Situato nel complesso monumentale dell’ex Convento dei Domenicani, il museo offre un’esperienza multisensoriale: si possono ammirare vasche, telai e filigrane, seguire dal vivo le lavorazioni della carta e toccare con mano la materia prima che si trasforma in foglio. La visita guidata, consigliata per apprezzare ogni dettaglio, è gratuita e prenotabile, e include anche un laboratorio didattico con i Mastri Cartai.
Non lontano dal museo, la Gualchiera Prolaquense mostra dal vivo il funzionamento degli antichi macchinari mossi dall’acqua, un vero spettacolo dove il rumore dell’acqua che cade scandisce il ritmo produttivo. È bene verificare gli orari di apertura, perché le attività seguono ancora i tempi naturali della valle, non quelli del cronometro moderno.
Tra i luoghi di interesse storico-spirituale si segnala la Pieve di San Vittorino, costruita sopra i resti di un tempio romano, che conserva affreschi antichi e un fonte battesimale del Seicento. La Chiesa di San Francesco, edificata nel 1327 e rimaneggiata in epoca barocca, ospita opere di rilievo come l’Annunciazione attribuita ad Arcangelo di Cola e una Via Crucis di Francesco Mancini. Il chiostro dell’ex convento, con il suo silenzio ovattato, è un perfetto contrappunto al mormorio dell’acqua che avvolge il borgo.

Il Ponte del Bacio è il simbolo più fotografato di Pioraco, un ponte stretto e scenografico sospeso sul fiume, che in ogni stagione regala scorci suggestivi e riflessi da cartolina. La luce dorata del tramonto accende le pietre e trasforma le superfici bagnate in specchi perfetti. In inverno le acque limpide lasciano intravedere fondali e trame naturali, mentre per scattare foto memorabili basta giocare con prospettive basse e simmetrie semplici, anche con uno smartphone.
Per gli amanti del trekking, il Sentiero Li Vurgacci è una passeggiata immersa nella natura rigogliosa, caratterizzata da passerelle in legno, cascatelle e piscine naturali scolpite dall’acqua. Il percorso è adatto a famiglie e camminatori meno esperti, purché si presti attenzione alle superfici scivolose e si indossino calzature adeguate. Chi desidera escursioni più impegnative può salire verso i monti Primo, Gemmo e Gualdo, da cui godere di panorami mozzafiato sulla valle.
Il territorio, pur essendo dotato di parcheggi segnalati ai margini per preservare l’integrità del centro storico, invita a un turismo lento e rispettoso, capace di apprezzare la cucina locale: i vincisgrassi, tipica pasta al forno, e il ciauscolo, salume morbido e aromatico, sono sapori che raccontano l’anima delle Marche.
