Iran, proteste e repressione: accuse alla polizia per irruzioni negli ospedali VIDEO (foto da video) - Blitz quotidiano
La tensione in Iran resta altissima, con nuove accuse rivolte alle forze di sicurezza per la gestione delle proteste antigovernative che da giorni attraversano il Paese. Secondo attivisti e media internazionali, la polizia avrebbe fatto irruzione in un ospedale della città di Ilam “alla ricerca di dimostranti feriti”, arrivando persino a usare lacrimogeni. Nello stesso tempo, a Teheran, le proteste si sono concentrate nel Grande Bazar, luogo simbolo dell’economia e della storia iraniana, dove sarebbero esplosi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Le immagini circolate online e le testimonianze raccolte parlano di un clima sempre più teso, con interventi repressivi che non risparmiano nemmeno strutture sanitarie e spazi pubblici sensibili.
Vittime, video e condanne internazionali
Il bilancio delle violenze continua a salire. Secondo il gruppo per la difesa dei diritti umani Hrana, dall’inizio delle proteste, dieci giorni fa, sarebbero morte almeno 35 persone: 29 manifestanti, quattro ragazzini e due poliziotti. La Bbc afferma di aver verificato l’identità di almeno 11 vittime e riferisce di “diversi video verificati” che mostrerebbero le forze di polizia “sparare contro l’ospedale Imam Khomeini” a Ilam. L’Associated Press, citando filmati online, parla di “le forze di sicurezza in assetto antisommossa che fanno irruzione in un ospedale” della stessa città, “in cerca, secondo gli attivisti, dei manifestanti” feriti. Amnesty International ha duramente condannato l’episodio, definendolo una grave violazione dei diritti umani, mentre il presidente Masoud Pezeshkian ha annunciato formalmente l’apertura di un’inchiesta.
Tear gas attack on civilians in Tehran’s Bazaar.
Today, Tuesday, on the tenth day of nationwide protests, security forces attacked protesters in Tehran using tear gas.#Iran pic.twitter.com/ptZbOUQzjR
— Masih Alinejad 🏳️ (@AlinejadMasih) January 6, 2026
Le cause economiche e la repressione
“L’attacco a un ospedale dove i manifestanti feriti cercavano cure mediche o riparo costituisce una violazione del diritto internazionale”, denuncia Amnesty International, sottolineando che “questa azione dimostra fino a che punto le autorità della Repubblica islamica sono disposte ad arrivare per reprimere le proteste e mettere a tacere le voci del dissenso”. Critiche sono arrivate anche dagli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump aveva minacciato interventi in caso di violenze. Intanto Hrana parla di circa 1.200 arresti nell’ultima settimana, mentre l’agenzia Farsa riferisce dell’uccisione di un poliziotto a Malekshahi. Le proteste sono esplose a causa dell’aumento del costo della vita e del crollo del rial, sceso a 1,46 milioni sul dollaro, partendo dai commercianti e coinvolgendo studenti e cittadini in numerose città, fino a raggiungere ancora oggi il Grande Bazar di Teheran, tra slogan e lacrimogeni.
