"Rubano il lavoro agli uomini". Paola Cortellesi ricorda la propaganda fascista sulle donne. Il video del monologo per il 2 giugno (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“La propaganda fascista faceva della maternità una missione patriottica”, per “un progetto preciso di limitazione dell’autonomia femminile”. Le giovani venivano “orientate verso lavori donneschi”. Queste le parole di Paola Cortellesi, intervenendo in piazza del Quirinale per ‘I volti della Repubblica’, lo scorso 2 giugno. L’attrice e regista ha regalato un monologo che ha reso omaggio al primo voto delle donne del 1946, e alle partigiane come Irma Bandiera, torturata e fucilata o Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei, diventate Costituenti.
Con la Repubblica è nata “la promessa di un Paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire e scegliere chi governa partecipare alla vita pubblica senza paura. Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall’obbedienza imposta – ha aggiunto -. L’effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute. Dobbiamo lavorarci. Dico dobbiamo, perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte”.
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