Cronaca Italia

Marco Tronchetti Provera, Cassazione ordina nuovo processo

Marco Tronchetti Provera, Cassazione ordina nuovo processo

Marco Tronchetti Provera, Cassazione ordina nuovo processo (Foto Ansa)

ROMA – Marco Tronchetti Provera torna a processo per la vicenda Kroll. La Cassazione ha annullato con rinvio l’assoluzione dall’accusa di ricettazione pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano dello scorso 11 giugno 2015 e ora il processo è da rifare. L’amministratore delegato di Pirelli era stato assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato” dai giudici di secondo grado, mentre era stato condannato a 20 mesi di reclusione (pena sospesa) in primo grado dal Tribunale di Milano il 17 luglio 2013.

La Cassazione ha così accolto il ricorso avanzato dal Procuratore Generale di Milano dopo la sentenza di assoluzione per Marco Tronchetti Provera, che ora dovrà affrontare un processo d’appello bis. Tronchetti Provera, che prima del processo di appello ha rinunciato alla prescrizione, era accusato di ricettazione per aver dato il via libera alla presentazione di una denuncia all’autorità giudiziaria italiana e a quella del Brasile sulla base di informazioni provenienti da attività di hackeraggio svolte dalla security di Telecom nei confronti della società ‘Kroll’ che aveva compiuto spionaggio nei confronti di Tronchetti, i suoi familiari e le sue imprese.

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Secondo l’impostazione del pm di Milano, Marco Tronchetti Provera aveva ricettato informazioni acquisite illegittimamente e riversate su un cd. Per i giudici dell’appello, invece, Tronchetti era legittimato ad utilizzare quelle informazioni in funzione di autotutela.

I fatti risalgono alla fine di giugno 2004, quando Tronchetti era presidente della Telecom e in una riunione con il responsabile della sicurezza, Giuliano Tavaroli, e con i legali Telecom Francesco Chiappetta e Francesco Mucciarelli, informato dell’attività della Kroll, diede la disposizione di presentare la denuncia.

Il cd sul quale furono riversate le informazioni hackerate dalla security di Telecom, venne realizzato solo il 9 luglio. Quindi materialmente Tronchetti, ha fatto presente il suo difensore Marco De Luca, non ha compiuto alcuna ricettazione. Il legale aveva chiesto per Tronchetti l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” e ha commentato la notizia dichiarando:

“Prendiamo atto con rammarico della sentenza della Cassazione, che ha annullato quanto stabilito dalla Corte di Appello di Milano e cioè che la ricettazione contestata al dottor Tronchetti non costituisse reato. Tale conclusione si fondava sulla constatazione che le informazioni acquisite avevano avuto come unica finalità la volontà di denunciare, seguita da effettiva denuncia, e la volontà di difendersi”.

De Luca adesso attende le motivazioni della sentenza che, a suo avviso,

“porteranno a un’ulteriore assoluzione dall’accusa a suo tempo mossa”.

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