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Università, stretta sui fuori corso al Politecnico di Torino

TORINO – Università, stretta contro gli studenti fuori corso al Politecnico di Torino. Basterà non aver finito gli esami del primo semestre entro due anni dall’iscrizione per dover ripartire dall’inizio, test d’ingresso compreso. E’ quanto prevede il regolamento studenti appena approvato con il voto contrario proprio degli studenti, spiega sulla Stampa Fabrizio Assandri: 

“A far la differenza tra i sommersi e i salvati saranno il numero di crediti e la tempistica: un inasprimento che ha più di una causa e che si sta verificando in varie parti d’Italia, tanto che si parla di «guerra ai fuoricorso», con atenei che innalzano le tasse o lanciano ultimatum, come a Torino. Qui, peraltro, negli ultimi anni in controtendenza con buona parte del Paese, le matricole sono in costante aumento. Diecimila le domande l’anno scorso, per meno della metà dei posti. Il tasso di fuoricorso oscilla tra il 30 e il 40%. Pur sempre al di sotto della media italiana per le aree di ingegneria e architettura, al 47% secondo Almalaurea, ma in linea o leggermente superiore alla media del Nord Italia”.

Fino alla misura varata adesso, al Politecnico di Torino non c’erano limiti ai fuoricorso, se non restrizioni all’accesso alla laurea magistrale sulla base della media e del tempo con cui si finiva la triennale, e nessun diritto a riduzioni delle tasse.

Ma dall’anno accademico prossimo le cose cambieranno, anche se la nuova misura non sarà retroattiva.

Spiega Assandri sulla Stampa:

“Se le regole si applicassero agli attuali studenti, quanti verrebbero espulsi? Circa 400 solo nei primi due anni, più alcune migliaia degli altri anni.

(…) C’è poi l’aspetto economico. Una parte dei fondi che arrivano dal ministero vengono assegnati sulla base solo del numero degli studenti «regolari». Mica briciole: «Nel 2015 il Miur ci ha dato circa 1500 euro per ognuno dei 20 mila studenti a posto con gli esami, per un totale di 30 milioni. Ma i fuoricorso sono circa 11 mila, tra questi ce ne sono addirittura 3200 del vecchio ordinamento, iscritti prima del 2006». Significa, occhio e croce, perdere ogni anno 15 milioni di euro dal ministero, se quegli studenti non fossero fuoricorso, e la cifra destinata ai regolari è destinata a salire nei prossimi anni”.

 


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