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Aereo somalo squarciato in volo: “Bomba nascosta in un pc”

MOGADSICIO  –  Aereo somalo squarciato in volo da un’esplosione: probabilmente è stato un computer portatile a far deflagrare la fusoliera dell’Airbus A-321 della linea aerea somala Daallo Airlines, obbligando il pilota a rientrare all’aeroporto di Mogadiscio da dov’era decollato solo 15 minuti prima.

Lo rivelano fonti informate vicine all’inchiesta citate da Cnn. Gli inquirenti sono quasi certi che l’attentatore fosse l‘uomo anziano volato fuori dallo squarcio, che è stato identificato e sul quale s’indaga per capire se legato all’organizzazione integralista islamica Al Shabaab. 

L’uomo è stato identificato come Abdullahi Abdisalam Borleh, un anziano somalo, rivela la fonte, citata da Cnn. Ora si sta cercando di capire se Borleh sia collegato ai terroristi islamici somali di Al Shabaab, che sono affiliati ad Al Qaeda. Tuttora nessuno ha rivendicato l’azione.

Secondo le risultanze degli investigatori, l’ordigno nascosto nel laptop conteneva esplosivo Tnt potenziato di tipo militare, che ha lasciato tracce sul luogo dell’esplosione. Secondo gli inquirenti, il presunto terrorista sapeva esattamente dove sedersi e aveva scelto infatti un posto sopra l’ala destra, consapevole che la deflagrazione – forse erroneamente innescata in anticipo – avrebbe potuto provocare la distruzione dell’aereo in volo se si fosse trovato ad alta quota e l’esplosione dei serbatoi alari pieni di kerosene. Il danno è stato contenuto perché l’Airbus, decollato da poco e diretto a Gibuti, si trovava ancora a poco più di 3.000 metri di altitudine.

Le autorità della Somalia, per voce del ministro dei trasporti, Ali Jama Jangeli, avevano escluso che si fosse trattato di un attentato, parlando di “problema tecnico”, cioè dell’esplosione accidentale di una delle bombole di ossigeno che alimentano le maschere d’emergenza.

LA TESTIMONIANZA DEL PILOTA – Una “esplosione terribile”: con queste parole l’aveva descritta il pilota serbo, Vladimir Vodopivec. Una testimonianza, quella resa dal pilota dell’Airbus A-321 al quotidiano belgradese Blic, che rinforza l’ipotesi, formulata da alcune fonte anonime americane, che a provocare lo squarcio sarebbe stata una bomba, e non un incidente tecnico, come sostenuto dal governo somalo.

“Penso che sia stata una bomba”, ha detto il pilota, 64 anni. “Mezz’ora dopo il decollo dall’aeroporto in Somalia, a 3.300 metri di quota, si è verificata una terribile esplosione. I passeggeri hanno cominciato a urlare, e io immediatamente ho deciso di virare e tornare all’aeroporto di partenza. Per fortuna nessuno ha riportato ferrite gravi”, ha aggiunto Vodopivec.

I media serbi parlando di lui come di un ‘eroe’ che ha salvato la vita ai 74 passeggeri del velivolo. “Per fortuna il sistema di controllo del volo non ha riportato danni, per questo ho potuto riportare l’aereo a terra. Nella mia carriera di pilota non mi era mai capitato nulla del genere. C’è stato un calo di pressione in cabina. Grazie a Dio tutto si è concluso bene”,

ha affermato il pilota belgradese, che in passato ha lavorato per la vecchia compagnia serba Jat Airways e per la Montenegro Airlines, prima di trasferirsi alla Daallo Airlines.

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  • Somalia, squarcio su fiancata aereo: passeggeri feritiSomalia, squarcio su fiancata aereo: passeggeri feriti
  • Somalia, squarcio su fiancata aereo: passeggeri feriti
  • Somalia, squarcio su fiancata aereo: passeggeri feriti
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