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Marito impotente taglia le mani alla moglie: “Non restava incinta”

NAIROBI – Ha tagliato le mani alla moglie con un machete, poiché dopo sette anni di matrimonio non riusciva a rimanere incinta, ma quello sterile era lui. Accade in Kenya, dove Jackline Mwende, nella sua casa di Masii, a Machakos County, è stata brutalmente aggredita dal marito, Stephen Ngila. “Oggi è il tuo ultimo giorno”, le ha detto prima di mozzarle entrambe le mani.

Il 34enne si è giustificato sostenendo che era furioso perché la donna, in sette anni di matrimonio, non era riuscita a concepire un bambino, nonostante i medici avessero detto che l’incapacità a procreare fosse da attribuire soltanto a lui.

Lo scorso anno, i medici parlando con Ngila, avevano affermato che il suo problema di fertilità poteva essere risolto con un trattamento, ma lui – che probabilmente non accettava la situazione – non si è mai presentato agli incontri. Dopo una separazione di tre mesi, è tornato a casa, ha aggredito Jackline con un machete e le ha mozzato entrambe le mani.

La donna, che ha subito gravi ferite anche alla testa, ha chiesto che Ngila resti in carcere per il resto della sua vita. L’uomo è accusato di tentato omicidio. Il caso ha sollevato in Kenya molta indignazione tra le organizzazioni per i diritti umani e Naitore Nyamu, una delle responsabili di Equality Now, ha detto al Daily Mail:

“E’ ora di porre fine a qualsiasi forma di violenza contro le donne. Siamo lieti che la polizia l’abbia arrestato rapidamente e speriamo che la legge sia applicata. Non possiamo pensare che gli autori di questi crimini rimangano impuniti com’è accaduto, talvolta, in passato”.

Nyamu auspica che il governo adotti una politica di “tolleranza zero” sulle violenze e discriminazioni nei confronti di donne e bambine.

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