Economia

Opel vale 2 mld: General Motors venderà ai francesi di Psa. Nel 2009 disse no a Fiat

Opel vale 2 mld: General Motors venderà ai francesi di Psa. Nel 2009 disse no a Fiat

ROMA – Opel vale 2 mld: General Motors venderà ai francesi di Psa. Nel 2009 disse no a Fiat. Le trattative fra General Motors e il gruppo PSA Peugeot-Citroen procedono serrate, con l’obiettivo per gli americani di Gm di chiudere la vendita di Opel entro la fine della prossima settimana. Le due parti, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, si stanno confrontando su una valutazione di Opel sui 2 miliardi di dollari. E il dialogo sembra procedere fluido, con le resistenze iniziali, soprattutto politiche, che almeno per ora si sono allentate.

Il nodo da sciogliere resta quello dei risparmi e dei costi da tagliare, sui quali sarà necessario convincere Berlino e i sindacati. Nel 2009, quando l’offerta migliore era quella della Fiat, non se ne fece più nulla, l’affare si incagliò proprio sui tagli occupazionali irricevibili all’epoca per la Angela Merkel che ha ribadito anche nelle ultime ore come la priorità è garantire i posti di lavoro.

Una necessità importante soprattutto in un anno elettorale per Merkel. Il sindacato Ig Metall è sulla stessa linea della cancelliera: ”ci attendiamo che siano protetti i posti di lavoro e gli stabilimenti”. E ricorda come i 20.000 dipendenti di Opel sono tutelati sul fronte dei licenziamenti almeno fino al 2018 dai loro attuali contrattati salariali. ”Siamo pronti a trattare con PSA in caso di acquisizione in modo aperto e costruttivo” mette in evidenza Wolfgang Schaefer-Klug, il presidente del sindacato dei lavoratori di Opel. Gm e PSA lavorano alla definizione di un accordo quadro da presentare giovedì, quando Peugeot Citroen presenterà i risultati annuali.

La cifra intorno alla quale si lavora per Opel sono 2 miliardi di dollari, di cui 1 miliardo di dollari in contanti e l’assunzione di un miliardo di dollari di passività. L’unione ”libererà sostanziali sinergie e migliorerà la posizione di mercato di Psa in Europa, dove la casa automobilistica continua a perdere quote di mercato dal 2010” afferma Falk Frey, analista di Moody’s.

L’acquisizione di Opel da parte di Psa potrebbe portare al taglio di “6.250 posti di lavoro”. Lo riferisce il Die Welt, aggiungendo che l’accordo tra le due case automobilistiche potrebbe chiudersi nel giro di tre settimane.  Nei prossimi giorni, intanto, secondo il Journal du Dimanche l’amministratore delegato della casa francese Carlos Tavares ha in programma una serie di incontri con il ministro dell’Economia Michel Sapin e con il sottosegretario con delega all’Industria Christophe Sirugue, ma anche con la premier britannica Theresa May.

L’obiettivo, secondo la Bild am Sontag, è quello di ottenere un sostegno politico all’operazione, assicurando l’intenzione di mantenere l’indipendenza di Opel, il rispetto degli accordi collettivi di lavoro e il mantenimento degli investimenti previsti in tutti e quattro i siti tedeschi almeno fino al 2020. Inoltre, sempre secondo Bild am Sontag, Psa prometterà di non procedere a licenziamenti fino al prossimo anno.

Per Gm non si tratta del primo tentativo di vendere Opel. nel 2009 l’allora amministratore delegato, Fritz Henderson, aveva cercato di convincere il consiglio di amministrazione a vendere la quota di maggioranza di Opel e Vauhall alla canadese magna International e alla russa Sberbank. L’idea è stata bocciata dal cda nel novembre 2009 e Henderson ha lasciato il suo incarico nel dicembre dello stesso anno. Dal quando è uscita dalla bancarotta nel 2009, Gm ha perso in Europa 9,1 miliardi di dollari.

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