Blitz quotidiano
powered by aruba

FOTO Calais: cosa è rimasto dopo lo sgombero della Giungla

CALAIS (FRANCIA) – Calais, cosa è rimasto della cosiddetta “Giungla” dopo lo sgombero della polizia francese: una zona semi-desertica affacciata sulla Manica. Sono sparite le tende e le capanne in cui avevano trovato rifugio le centinaia di migranti (mille secondo la prefettura, 3.450 secondo le associazioni) che speravano di raggiungere Dover, il Regno Unito.

Le operazioni di sgombero con i bulldozer sono iniziate con la forza alla fine di febbraio e sono state concluse il 17 marzo scorso. Le centinaia di migranti che vivevano in quest’area di 7,5 ettari si sono spostati, in gran parte dei casi, nella parte nord della Giungla che non era oggetto di sgombero. Come ordinato dal Tar di Lille, gli addetti hanno lasciato in piedi solo la piccola chiesa, la moschea e la scuola costruite dalle associazioni.

Intanto continua l’opera di persuasione dello Stato per convincere i migranti a trasferirsi nei 112 centri d’accoglienza e orientamento (Cao) aperti ai quattro angoli della Francia o nel Centro di accoglienza provvisorio (Cap) composto da 125 container costruito all’interno della stessa Giungla.

Le foto aeree scattate da Jim Bennet e pubblicate da Metro mostrano quel che resta della ormai ex tendopoli francese. Molti dei migranti della cosiddetta Giungla provenivano dal Medio Oriente, dall’Afghanistan, dal Maghreb e dall’Africa subsahariana. Molti di loro avevano già parenti in Gran Bretagna e speravano di raggiungerli.

Immagine 1 di 3
  • FOTO Calais: cosa è rimasto dopo lo sgombero della giungla 4
  • (A sinistra prima e a destra dopo lo sgombero)
  • (A sinistra prima e a destra dopo lo sgombero)
Immagine 1 di 3

 

 

 

 


PER SAPERNE DI PIU'