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Al Bano Carrisi: “Putin mi ha fatto tornare con Romina”

In un'intervista a Manila Alfano del Giornale, il cantante di Cellino San Marco spiega come abbiano fatto i russi a far tornare la coppia "più bella del mondo" ad esibirsi insieme, sul palco di San Pietroburgo, dopo anni di liti e discussioni, rigorosamente attraverso avvocati.

ROMA – “Vladimir Putin mi ha fatto ritornare con Romina”: a dirlo è Al Bano, cantante globalizzato amatissimo in Russia.

In un’intervista a Manila Alfano del Giornale, il cantante di Cellino San Marco spiega come abbiano fatto i russi a far tornare la coppia “più bella del mondo” ad esibirsi insieme, sul palco di San Pietroburgo, dopo anni di liti e discussioni, rigorosamente attraverso avvocati.

Al Bano racconta come nacque l’amicizia con il presidente russo, Vladimir Putin: 

“Il primo incontro c’è stato addirittura nel 1987. Ero in tour a Leningrado. Era un altro mondo, c’era ancora l’Urss. Io e Romina fummo accolti dalla nomenklatura e mi presentarono anche questo signor Putin. Era nato lì, dirigeva il Kgb nella Ddr. Mi fece subito una certa impressione, accanto a lui tantissime guardie. Impressionante. Mi disse che era un nostro fan. La seconda volta ci siamo rivisti nel 2005, al Cremlino. Era Capodanno, lui era ormai il grande Putin e al tavolo aveva la famiglia Eltsin, i rappresentanti dei musulmani e dei cristiani. Una serata indimenticabile. Poi c’è stata l’occasione in cui mi ha invitato alla sua festa di compleanno a San Pietroburgo, nel 2009: ha voluto che cantassi nello stesso salone del G8″.

“Io lì mi trovo da Dio. Ci trattano benissimo. Scenografie grandiose, pubblico entusiasta che canta con noi che innalza striscioni e fa il coro. Io, Toto Cutugno, Pupo, i Ricchi e Poveri, siamo amatissimi”.

Riguardo poi al concerto a San Pietroburgo, Al Bano spiega:

“A organizzare tutto è stato Andrej Agapov. Il suo braccio destro (di Putin). È lui che ha avuto l’idea di chiamare anche Romina. Io gli avevo detto che lei non avrebbe accettato. E invece ha detto di sì. Ammetto che è stata una sorpresa. È sempre imprevedibile”.

“Ritrovare Romina è stata un’esplosione di emozioni. Le mie figlie hanno pianto. Mia mamma di 93 anni, che prepara la valigia e mi segue ovunque, era piena di gioia. Erano diciannove anni che non ci vedevamo. Comunicavamo tramite avvocati. Non cantavamo più insieme dal 1994, da quel 4 luglio a Milano a San Siro. Era già l’inizio della fine. Lei mi disse: “La vedi tutta questa folla? Non la vedremo più“. E invece si sbagliava”.

“Stavolta abbiamo discusso. Lei pretendeva che io cantassi due toni sotto. Non volevo sacrificare la mia voce. Alla fine abbiamo trovato un accordo. Come nella vita. Fosse stato per me non ci saremmo mai separati. È lei che ha portato il germe della separazione nella famiglia Carrisi. Prima di allora nella mia famiglia non si sapeva cosa significasse la parola divorzio. È lì che si è uscita l’americana che è in lei”.

“Gli Anni ’90 sono stati tremendi veramente. La mia famiglia andava a pezzi. Ho sofferto come un cane. Mi infuriavo con Dio: “ma che ti ho fatto? Che ti ho fatto per meritare questo? Con la Power è stato un amore fantastico dal ’68 al ’89. Anni strepitosi, meravigliosi, da favola. Io e lei in giro per il mondo, innamorati pazzi, con una famiglia bellissima, solare, i bambini, la casa, le canzoni. Era la felicità. Ci credevo nelle cose che cantavo. Poi è finito tutto. Mi ha lasciato. Una solitudine pazzesca. A casa all’improvviso c’era il vuoto. Facevo le scale e sentivo l’eco e mi veniva da piangere. Io non sono fatto per stare da solo. Loredana (Lecciso, ndr) ha riempito la casa con nuova allegria”.

 

 


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