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No Renzi Day. Perché? Perché No. Mal di denti? Vota No

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ROMA – No Renzi Day, per oggi è stato proclamato, pare che oggi sia un No Renzi Day, uno dei tanti. Indetto dagli stessi sindacati e comitati di base che ieri hanno scioperato nel settore trasporti, bus, treni, ospedali, scuole. Intervistati nei cortei di protesta della viglia del No Renzi Day partecipanti e promotori e animatori dello sciopero hanno sostenuto la stretta relazione tra il salario più o meno giusto di chi lavora su bus, treni e metro, tra le buste paga e le condizioni di lavoro negli ospedali e nelle scuole, tra l’esser precari o essere assunti e…il referendum del 4 dicembre.

Dunque se voti No arrivano più bus, più carrozze della metro, più assunzioni, più soldi in busta paga, più cattedre, più ambulanze, posti letto, chirurghi, farmaci anti cancro, libri di storia e di scienza…più di tutto arriva se voti No al referendum. Lo dicono quelli del No Renzi Day, l’hanno indetto apposta il No Renzi Day.

Con sindacati e comitati di base la sinistra che ama chiamarsi alternativa ha da tempo diciamo così tentati rapporti e vicinanze. Tentati, perché Cobas e affini sempre rispondono prima ai primari interessi della corporazione di riferimento che a quelli della rivoluzione in avvento. Comunque la coreografia dei sindacati di base e Cobas e affini è piena di rosso negli striscioni e bandiere.

Non così, cromaticamente e non solo, Forza Nuova. Forza Nuova ama definirsi il fascismo del terzo millennio, talvolta fanno petting politico con Fratelli d’Italia, talaltra lo fanno con la Lega di Matteo Salvini. Altri mondi dai sindacati di base, sembra. Eppure la logica che oggi li muove è almeno gemella. Letto sui muri di Roma cartellone-manifesto di Forza Nuova: “No alla guerra contro la Russia, vota No al referendum”.

Dal che si apprende che siamo in guerra con la Russia o che qualcuno vuole dichiarare guerra alla Russia. Ma chi? Renzi non deve essere visto che ha appena fatto cancellare dal documento finale del vertice Ue le frasi che annunciavano intenzione di nuove sanzioni alla Russia. Se non Renzi chi sta preparando la guerra d’Italia alla Russia? Chiedere a Forza Nuova, o meglio informarli (parola grossa per Forza Nuova) che il governo italiano non è proprio il più anti russo del corteo.

Ma il meglio non sta tanto nella allucinazione della guerra che l’Italia prepara alla Russia. Il meglio è nella logica, nella conseguenza: se non vuoi la guerra alla Russia, vota No al referendum. Perché è un referendum sul rafforzamento delle Forze Armate?

Ovviamente non lo è, ma Forza Nuova, secondo antico motto, “se ne frega e tira diritto”. Come i sindacati di base tirano diritto sulla strada del vota No e ti aumentano lo stipendio dopo averti assunto. Come la Cgil e D’Alema: vota No e torna la libertà. Come Salvini: vota No e spariscono gli immigrati. Come Grillo: vota No e picconi, se non proprio abbatti, i poteri forti del pianeta e quindi in banca ti danno il prestito e il fido.

C’è una meravigliosa e fantastica e fantasiosa e instancabile e indomabile creatività al lavoro: sei precario, vuoi essere assunto? Vota No. Vuoi l’aumento di stipendio? Vota No. Ti dà fastidio il negro? Vota No. Il fronte del Sì, Matteo Renzi devono incrociare le dita e sperare che di qui al 4 dicembre siano pochi i partner che mettono le corna ai partner. Altrimenti: ti ha messo le corna? Vota No. E sperare che arrivi a pochi l’influenza. Altrimenti: sei a letto incimurrito e dolorante? Vota No. Hai mal di denti? Vota No. Ti hanno fatto la multa? Vota No. Non sopporti il condomino? Vota No.

Senza contare il potentissimo argomento, il vero pilastro della campagna del No. Eccolo: ti rode? Allora vota No. Di fronte a tale profondità di argomenti e valori che speranze ci può essere per il Sì? Speranza nana: infiniti e ripetuti e susseguenti No Brain Day ci accompagnano in sgranato rosario al voto.